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Grazie a PRIMANTENNA FM, il riscatto del vinile parte dal Web!!!



Grazie a PRIMANTENNA FM, il riscatto del vinile parte dal Web!!!

 Foto1Radio

Volendo usare un’espressione banale, si potrebbe dire che il vinile abbia nove vite come il gatto; di certo il vinile non è mai morto, almeno se, così, a qualcuno dovesse essere sembrato, si è trattato solo di un caso di morte apparente.

Non parleremo, dunque, come abbiamo già fatto in passato, di resurrezione o di rinascita, ma sicuramente di nuova vita. Una sorta di reincarnazione del vinile nel web, nonostante tutto ciò possa sembrare una contraddizione in termini. Ma come è possibile, – obietterà qualcuno – il web, il regno della multimediale, dell’ipermediale, della tecnologia a presa rapida, dopo tutto si sviluppa e si consuma rapidamente nel breve volgere di qualche stagione come un fuoco fatuo?

Intanto, grazie alla Rete, pur nel momento di massima diffusione della musica volatile, Mp3 ed Mp4, nei fitti meandri delle piattaforme digitali, dove è possibile scaricare un “niente di tangibile”, definito canzone, per 99 centesimi di Euro, il vinile si è ritagliato il suo spazio, mantenendosi “vivo” nella memoria e nelle preferenze di appassionati e intenditori a vario titolo, i quali hanno continuato imperterriti a collezionarlo e preservarlo dall’usura del tempo, non tanto fisica, ma mentale e culturale.

Un attestato di benemerenza va certamente attribuito a tutti quei DJs, alcuni non più giovanissimi, che hanno seguitato a proporre il vinile nelle loro serate, grazie alla complicità di tante etichette di nicchia che continuano a stampare anche una certa quantità di prodotti nuovi.

Come non lodare la scelta di PRIMANTENNA, la web radio con numeri da FM, che ha deciso di rispolverare, il termine è quanto mai appropriato, “scaffalate di vinile” e di riproporle durante la diretta in molti programmi. Dice il presidente, Luca Giommini: “Abbiamo voluto riassaporare il gusto di toccare “la musica” con le mani, di risentire il fruscio e scricchiolio, ma per contro riappropriarci di un suono caldo ed avvolgente, non riproducile, se non in maniera posticcia, con qualsiasi mezzo elettronico.”

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Far girare il vinile è fatto fisico, e senza voler scomodare complesse teorie di natura psico-analitica o freudiana, va detto che si stabilisce una sorta di “amplesso” tra il DJ o conduttore radiofonico, che lo utilizza, ed il disco. Si pensi solo con quale avidità “erotica” la puntina penetra nei microsolchi, facendo scaturire un orgasmo di note in un’estasi sonora. Il disco di vinile è sempre un unicum, non ne troveremo mai due che suonano perfettamente in maniera identica; va curato, pulito, accudito e preservato; c’è perfino qualcosa di umano in questo suo subire, in caso di incuria e di imperizia, la violenza del tempo, la furia degli elementi e degli anni che passano.

Ogni vinile ha bisogno di un vero alleato, il giradischi, termine desueto, il piatto o il phono come qualcuno preferisce, ma l’alleanza fra i due elementi e la resa in termini di qualità di espressione sonora, diventa più solida e credibile, quanto più il giradischi ed il relativo equipaggiamento (testina, puntina ed altro) sono in perfetta forma fisica ed estetica. Di certo, lo standard disc-jockeistico è legato da anni ai Technics 1200(10), ma PRIMANTENNA ha voluto fare di più, riabilitando i mitici Lenco con la cassa in legno, per molti anni legati alle radio e alle discoteche a cavallo fra gli anni ’70 ed ’80. E per una radio che ha fatto della musica di quegli anni il suo core-business, il connubio giradischi Lenco e vinile diventa la quintessenza della perfezione.

Fuori di metafora diciamo che, già da qualche anno a questa parte, l’industria ha iniziato ad immettere sul mercato nuovi giradischi ad prezzo assai abbordabile, intorno ai cento Euro, al fine di consentire a chiunque di riscoprire o di avvicinarsi al vecchio disco nero; e sono in aumento le ristampe di molti classici della musica mondiale in un vinile di grammatura e qualità superiore al passato (vantaggi della tecnologia, almeno in questo) e non si contano più le etichette indipendenti che stato facendo ritorno ai 33 e ai 45 giri, nonché ai disco-mix (i padelloni da DJ, con una massimo due canzoni a facciata). Sono ritornate le “presse”, di cui, come accade sempre in Italia, le più importanti stamperie e case discografiche, si erano sbarazzate quasi subito dopo l’avvento del CD, che rimane il più grande errore storico, a memoria d’uomo, commesso dall’industria discografica.

I dati sono confortanti, un aumento di circa il 40% delle vendite di vinile negli ultimi due anni, ma il “flottante” è attivo ed il trend in crescita.

Sicuramente, non si potrà ritornare indietro e le radio continueranno a suonare la loro musica attraverso files e strumentazioni digitali, ma l’idea della programmazione mista, particolarmente nelle ore di diretta, lanciata a livello planetario da PRIMANTENNA costituisce sicuramente un’ idea vincente. Non a caso sono molti i DJs che da ogni parte d’Italia e d’Europa stanno inviando suggerimenti e proposte. Da sottolineare un elemento su tutti, ossia quello di restituire all’operatore, al DJ o allo speaker, una sua dignità ed una partecipazione viva e attiva alla programmazione musicale delle radio di appartenenza, al fine di non essere solo il fine dicitore di un “selecter computerizzato” o l’ammaestrato annunciatore del “music control”.

Sicuramente, dal vinile arriverà il riscatto della “nuova musica”, in un momento in cui l’industria della canzone sembra essere troppo appesa ad un “file”

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