ASIA/PAKISTAN – I Vescovi: “Stop all’intolleranza a scuola; giustizia per la famiglia di Sharon Masih”

Lahore – “Il governo del Pakistan sembra più interessato alle infrastrutture delle scuole e alla sicurezza degli edifici anziché all’aspetto qualitativo del sistema educativo. Viviamo in una società in cui tra gli studenti si diffondono odio, discriminazione, bullismo, intolleranza verso casta, credo, religione e status sociale”: con tali parole, inviate all’Agenzia Fides, Vescovi del Pakistan, attraverso la Commissione nazionale “Giustizia e Pace”, condannano “il tragico incidente che ha scioccato la nazione”, riferendosi al caso di Sharon Masih, ragazzo cristiano di 17 anni, studente di scuola superiore, ucciso dai suoi compagni il 30 agosto 2017 .
Ammesso alla scuola pubblica M.C. High School a Burewala, nei primi giorni di scuola è stato vittima di bullismo e vessazioni dei compagni di classe, che lo hanno pestato fino alla morte. “Nella classe di 70 studenti – notano i Vescovi – era l’unico cristiano” e questo elemento di fede ha pesato nell’essere preso di mira dai compagni, che gli avevano chiesto anche di convertirsi all’islam.
In una dichiarazione inviata a Fides, firmata dal Vescovo Joseph Arshad, presidente della Commissione nazionale “Giustizia e Pace” , e dal direttore esecutivo della stessa Commissione, p. Emmanuel Yousaf, si legge: “Questo episodio può sembrare una banale lite tra adolescenti, ma in realtà è stato causata dall’intolleranza, dalla discriminazione e dall’atteggiamento disumano verso le minoranze e le comunità emarginate. Esprimiamo profonda preoccupazione per il livello di estrema negligenza dalle autorità scolastiche”.
Il testo prosegue: “Sharon Masih era un ragazzo che cercava di migliorarsi attraverso l’istruzione. Era responsabilità degli insegnanti controllare ed evitare incidenti di discriminazione in classe. Esortiamo il governo del Punjab a prendere adeguati provvedimenti. Gli insegnanti dovrebbero comprendere ed essere attenti nei confronti degli studenti soprattutto quando uno di loro subisce abusi o violenze a causa della sua fede. Tuttavia, purtroppo, nel caso di Sharoon abbiamo visto che non esisteva alcun valore umano tra gli stessi studenti”. D’altro canto, nota p. Emmanuel Yousaf “quegli studenti musulmani che hanno condotto Sharon in ospedale sono veramente un segno di speranza e un vero esempio degli insegnamenti di Dio dell’umanità”.
P. Emmanuel Yousaf chiede con forza al governo del Punjab, e in particolare al Dipartimento per l’istruzione, di “esaminare seriamente gli episodi di intolleranza nelle istituzioni educative”: “Abbiamo bisogno di riforme del curriculum scolastico per promuovere una società tollerante e pacifica; e gli insegnanti devono essere adeguatamente formati per affrontare questioni di intolleranza che affliggono la nostra società oggi”. I Vescovi del Pakistan chiedono “giustizia per la famiglia di Sharon Masih” e “misure forti in modo che tali incidenti tragici non accadano più in futuro”. La Commissione “Giustizia e pace” fornisce assistenza giuridica alla famiglia della vittima, e “continuerà la sua lotta per il rispetto e la dignità umana nella nostra società”.
Link correlati :Adolescente cristiano non abbraccia l’islam: ucciso a scuola (Fides 2/9/2017)

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