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AFRICA/NIGER – “Una domenica di fumo a Niamey”: la testimonianza di un missionario



Niamey -Domenica 29 ottobre, i quartieri del centro di Niamey assomigliavano alle guerriglie urbane di altre epoche” scrive all’Agenzia Fides p. Mauro Armanino, missionario delle Società delle Missioni Africane che da anni vive e opera in Niger. “Pneumatici, sassi, bastoni, lacrimogeni e cariche della polizia hanno marcato una manifestazione non approvata tramutatasi in meeting e poi in marcia violenta”. Almeno 23 poliziotti sono rimasti feriti negli scontri secondo le autorità, che accusano l’ex Premier in esilio, Hama Amadou, di aver fomentato le proteste tramite l’uso di social media gestiti da suoi sostenitori negli Stati Uniti e in alcuni Paesi europei.
Secondo p. Mauro i motivi della protesta sono reali: “L’educazione scolastica nazionale è in fase avanzata di smantellamento, l’assistenza sanitaria boccheggiante, le finanze pubbliche sono disastrate e la vita politica è costellata di scandali e corruzioni senza fine. Il tutto nel contesto di uno stato di urgenza prolungato in varie zone del Paese a causa di attacchi terroristi”.
“L’annuncio della finanziaria del 2018, che la società civile teme possa mettere in ginocchio i comuni cittadini, ha contribuito a risvegliarla dal sonno fatale nel quale sembrava essersi adagiata” aggiunge il missionario.
“Già nel passato le mobilitazioni contro l’aumento delle tariffe aveva piegato le forze al potere. “Ma erano altri tempi e anche altri contesti” dice p. Mauro, ricordando che il Niger è diventato l’hub strategico delle operazioni militari di Francia e Stati Uniti nel Sahel, come dimostrato dall’agguato del 5 ottobre nel quale sono stati uccisi 4 “berretti verdi” americani e almeno 5 soldati del Niger . “Nel frattempo ci si stupisce che, senza nessun accenno alla scandalosa gestione del potere, le cancellerie occidentali , facciano del Niger un polo prescelto di stabilità e garanzie nel creato caotico spazio del Sahel” sottolinea p. Mauro.
“Un Niger utile per lottare contro la migrazione, sede per le armate francesi, americane e tra non molto italiane, che in fondo non interessa che per quanto fa comodo. Le condizioni di vita del popolo, della povera gente in città, dei contadini, da sempre esclusi, non importa. Per questo il fumo dei pneumatici e quello dei lacrimogeni sono il segno che ciò che si sta bruciando è la speranza dei poveri” conclude p. Mauro.

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