Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

ASIA/BANGLADESH – L'Arcivescovo Costa: "Papa Francesco porta le periferie al centro del mondo"



Dacca – “Con la sua visita a Dacca, Papa Francesco prosegue nella missione di riportate le periferie al centro del mondo”. È con queste parole che l’Arcivescovo di Chittagong, Moses M. Costa, commenta all’Agenzia Fides la visita di Papa Bergoglio, giunto ieri in Bangladesh. “Con la nostra comunità ci stiamo preparando da due mesi, soprattutto spiritualmente. Per noi è una benedizione, un incoraggiamento e anche un riconoscimento del lavoro svolto finora”, prosegue l’Arcivescovo all’interno del suo ufficio di Chittagong, città portuale del Bangladesh da cinque milioni di abitanti. Nel paese, a maggioranza islamica, i cattolici sono una minoranza: secondo le stime governative, 384.000 su una popolazione totale di 170 milioni. Percentuali simili si registrano anche nel distretto di Chittagong, che copre cinquemila chilometri quadrati di superficie: “Abbiamo 35 preti, circa 50 suore, una quindicina di fratelli, per una popolazione molto ampia. Siamo una comunità piccola, ma molto attiva. Soprattutto nel campo dell’educazione, con le diverse scuole che gestiamo, il cui valore è riconosciuto da tutti, ma anche nel settore dello sviluppo e dell’aiuto ai più bisognosi, attraverso i progetti realizzati dalla Caritas. Si tratta di una comunità decentralizzata, sparsa sul territorio, che sa arrivare fino agli ultimi, comprese le popolazioni indigene che abitano sulle colline, spesso prive di riconoscimento da parte del governo”. La visita di Papa Bergoglio, sostiene l’Arcivescovo Moses M. Costa, è “un modo per far conoscere meglio al paese e al resto del mondo la nostra presenza, minoritaria ma fondamentale”, che va preservata con attenzione. “Negli ultimi anni è cresciuto il fondamentalismo islamico. Non siamo preoccupati, ma seguiamo attentamente il corso degli eventi”. Affinché non si perda la tradizione di convivenza interreligiosa che contraddistingue il Bangladesh: “Qui le diverse fedi hanno convissuto pacificamente in passato. Non vogliamo perdere questa eredità. La visita del Santo Padre rafforzerà lo spirito di tolleranza e riconciliazione, pace e armonia”. Un’armonia che, secondo l’Arcivescovo Costa, riguarda anche le questioni sociali: “L’armonia va ritrovata non solo tra le religioni, ma anche tra le classi sociali, tra i ricchi e i poveri, tra i privilegiati e gli svantaggiati. La giustizia sociale è il tema centrale del mondo contemporaneo, nelle periferie come nel presunto centro del mondo. Il Santo Padre ce lo ricorda continuamente. E, soprattutto qui in Bangladesh, consideriamo le sue parole come profetiche”. L’Arcivescovo Moses M. Costa dichiara all’Agenzia Fides: “Papa Francesco saprà trovare le parole giuste, al momento giusto” anche per affrontare la delicata questione dei Rohingya, la minoranza musulmana costretta a fuggire dalle persecuzioni subite in Myanmar. “La Chiesa ha bisogno di meno diplomazia, e di più fede. E la fede passa per la verità, di cui non bisogna mai aver paura”.

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