AFRICA/EGITTO – Chiesa copta: il trasferimento dell'Ambasciata Usa a Gerusalemme mette a rischio la stabilità globale

Il Cairo – L’eventuale trasferimento da Tel Aviv a Gerusalemme dell’Ambasciata USA in Israele avrebbe “conseguenze negative” non solo sulla sempre fragile stabilità del Medio Oriente, ma anche su quella del mondo nel suo complesso. E’ questo l’allarme lanciato dalla Chiesa copta ortodossa nella giornata di martedì 5 novembre, con un comunicato che ha anticipato negli argomenti e nei toni le preoccupazioni espresse oggi da Papa Francesco, al termine dellUdienza generale del mercoledì. Secondo la Chiesa copta ortodossa, è necessario “tutelare lo status giuridico di Gerusalemme”, nel quadro di quanto indicato dalle risoluzioni ONU sulla Città Santa. La scelta di riconoscere Gerusalemme come capitale esclusiva di Israele secondo il Patriarcato copto ortodosso contrasterebbe con tutte le convenzioni internazionali al riguardo, e comprometterebbe la i tentativi di superare le contese attraverso il dialogo e la ricerca di soluzioni condivise, che siano rispettose del profilo spirituale della Città Santa e della sua storia.
Solo negli ultimi anni la crescente presenza di pellegrini copti ortodossi egiziani nella Città Santa ha segnato il superamento di fatto del divieto di visitare Gerusalemme che nel 1979 era stato imposto ai propri fedeli dall’allora Patriarca Shenuda III. Negli anni in cui si radicalizzava il conflitto arabo-israeliano, il Patriarca copto Shenuda III aveva vietato ai fedeli della sua Chiesa di compiere pellegrinaggi nello Stato ebraico e non aveva cambiato posizione neanche dopo la normalizzazione dei rapporti tra Egitto e Israele voluta dal Presidente Sadat. Tale divieto non è mai stato formalmente revocato, ma già nel 2014 il viaggio compiuto in Terra Santa da una novantina di cristiani copti in occasione della Settimana Santa aveva dato modo a diversi osservatori di sottolineare l’inattualità della disposizione disciplinare anti-pellegrinaggio, nel quadro dei rapporti esistenti tra le due nazioni confinanti.
A incentivare ulteriormente i pellegrinaggi dei copti in Terra Santa aveva contribuito anche il viaggio compiuto a Gerusalemme nel novembre 2015 dallo stesso Patriarca Tawadros II, in occasione dei funerali dell’arcivescovo Abraham, capo della locale comunità copta ortodossa. . .

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