AFRICA/TUNISIA – “La Tunisia ha vinto la scommessa per la democrazia ma non quella per lo sviluppo economico”

Tunisi – “C’è un problema economico che diventa poi sociale” dice all’Agenzia Fides p. Jawad Alamat, parroco di Cartagine e Segretario generale delle Scuole cattoliche, commentando le recenti proteste che hanno scosso diverse zone della Tunisia. “La rivoluzione di sette anni fa aveva due rivendicazioni: la libertà e la democrazia, quindi diritti civili e politici, da un lato, e la giustizia sociale, quindi posti di lavoro e miglioramento delle condizioni generali di vita, dall’altro” spiega p. Alamat.
“Sul primo dossier, quello della democrazia, la Tunisia ha avuto uno sviluppo incredibile, e si può dire che è riuscita a soddisfare le aspettative della maggior parte dei suoi cittadini. Si pensi alla nuova Costituzione, al riconoscimento delle libertà fondamentali, al cammino democratico con libere elezioni che hanno visto la forte mobilitazione della società civile. Si è quindi raggiunta una maturità politica e democratica con forti distinzioni rispetto ad altre parti del mondo arabo” dice il sacerdote.
“Rimane però il problema economico, legato non solo alla situazione locale ma anche regionale. I giovani tunisini in questi sette anni dalla caduta del regime di Ben Ali hanno fortemente sperato di trovare posti di lavoro che purtroppo non si sono materializzati. Al contrario il costo della vita è aumentato, anche a causa della svalutazione del Dinaro tunisino, mentre gli stipendi sono rimasti bassi” dice p. Alamat.
Secondo almeno 778 persone sono state arrestate in scontri con la polizia in diverse località tunisine avvenuti nei giorni scorsi.
“In mezzo alle proteste si sono infiltrati elementi criminali che approfittano delle proteste per saccheggiare e derubare esercizi commerciale e uffici pubblici” commenta il sacerdote. “Si sono avuti così gravi incidenti, con il ferimento di centinaia di persone, tra cui diversi poliziotti. La maggioranza dei tunisini però non vuole le violenze e i saccheggi anche se condividono le ragioni della protesta”.
Dopo giorni di tensioni sembra essere ritornata la calma, a parte qualche sporadico incidente Siliana, nel nord ovest della Tunisia.
“Sono però prevedibili altre proteste: domenica 14 gennaio in occasione del settimo anniversario della rivoluzione è prevista una grande manifestazione a Tunisi. Il governo e le istituzione devono quindi farsi carico del disagio sociale” conclude p. Alamat.

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