Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

AFRICA/BURUNDI – Urne aperte per il referendum costituzionale che permetterà al Presidente Nkurunziza di governare fino al 2034



Bujumbura -Sono 4.8 milioni gli elettori chiamati alle urne in Burundi, oggi per il referendum sulla controversa revisione costituzionale volta a permettere al Presidente Pierre Nkurunziza di rimanere al potere per altri 15 anni fino al 2034.
Il referendum è boicottato dall’opposizione e da gruppi della società civile, ma il Presidente Nkurunziza ha firmato un decreto che punisce penalmente le campagne per boicottare il voto.
La campagna referendaria si è svolta in un pesante clima di intimidazione come denunciato dagli stessi Vescovi burundesi nella loro lettera pastorale pubblicato ai primi di maggio, nella quale stigmatizzano “l’agire di alcuni burundesi che utilizzano la violenza e abusano dell’autorità che detengono per opprimere la libertà d’espressione e d’opinione dei loro avversari politici. “La maggior parte dei burundesi vive nella paura, a tal punto che le persone non osano dire quello che pensano, per il timore di rappresaglie” denunciano i Vescovi secondo i quali la proposta di riforma costituzionale oggetto del referendum va contro la stessa Carta Costituzionale. “In effetti, è discutibile se le disposizioni dell’articolo 299 della Costituzione che attualmente ci governa siano state prese in considerazione. Questo articolo stabilisce che nessuna procedura di revisione può essere applicata se mina l’unità nazionale, la coesione del popolo burundese o la riconciliazione. Secondo quanto possiamo vedere, invece di unire i burundesi, il lavoro svolto e la bozza di Costituzione risultante sembrano aver esacerbato le divergenze.” scrivono i Vescovi.
Nel 2015 Nkurunziza ha già ottenuto un terzo mandato in spregio della vecchia Carta Costituzionale e degli Accordi di Pace di Arusha provocando una gravissima crisi politica, che ha costretto 400.000 burundesi a rifugiarsi nei Paesi vicini. “Con la nuova Costituzione Nkurunziza potrà ripresentarsi alle elezioni per ottenere due mandati di 7 anni ciascuno, in modo da rimanere al potere per altri 14 anni, fino al 2034” affermano a Fides fonti della Chiesa burundese.
“Molti burundesi sono stati costretti con la forza a iscriversi nelle liste elettorali per il voto referendario. All’opposizione viene impedito di fare propaganda per invitare la popolazione a votare no al referendum. In queste condizioni è dunque quasi sicuro che la riforma costituzionale verrà approvata. Inoltre le elezioni presidenziali del 2020 rischiano di essere una farsa” concludono le nostre fonti.
Il Presidente Nkurunziza sta già preparando le elezioni del 2020, con un’ordinanza del dicembre 2017 che obbliga i cittadini burundesi a contribuire al loro finanziamento.

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