Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

AFRICA/CONGO RD – I laici cattolici chiedono che sia fatta luce sulla morte di un attivista dei diritti civili



Kinshasa -Rimangono ancora incerte le circostanze della morte di Luc Nkulula,, attivista del movimento Lotta per il Cambiamento , il cui corpo carbonizzato è stato ritrovato nella sua casa incendiata nella notte tra il 9 e il 10 giugno a Goma, capoluogo del Nord Kivu nell’est della Repubblica Democratica del Congo . Secondo i membri di Lucha, Nkulula è rimasto vittima di un attentato.
Il Comitato Laico di Coordinamento , l’associazione laicale della Chiesa congolese che organizza le marce anti-Kabila, ha espresso la sua “costernazione” per la scomparsa dell’attivista di Lucha e chiesto che sia fatta luce sulle circostanze della sua morte. Come molti altri movimenti cittadini congolesi, Lucha ha partecipato alle tre marce sostenute dalla Chiesa cattolica contro il regime di Joseph Kabila del 31 dicembre 2017, 21 gennaio e 25 febbraio 2018, che sono state represse nel sangue dalla forze di polizia. Nel corso dell’ultima marcia era stato ucciso Rossy Mukendi Tshimanga, un attivista cattolico del Collectif 2016, un altro movimento della società civile che chiede che il Presidente Joseph Kabila si impegni formalmente a non presentarsi ad un terzo mandato alle elezioni di fine dicembre.
Lo scorso mese il CLC in un comunicato si è detto “indignato per il fatto che la maggioranza presidenziale sta mobilitando grandi risorse per la propaganda elettorale nel momento in cui il finanziamento dell’intero processo elettorale attraverso la CENI accumula colpevoli ritardi”.
La fine del secondo e ultimo mandato costituzionale di Joseph Kabila nel dicembre 2016 ha fatto precipitare la Repubblica Democratica del Congo in una grave crisi politica e sociale con molteplici proteste organizzate dall’opposizione e dalle associazioni della società civile.
La Conferenza episcopale nazionale del Congo ha svolto un ruolo di mediazione che ha portato, il 31 dicembre 2016, alla firma di accordo tra il Presidente e l’opposizione, che però non però non è mai stato applicato nella sua interezza. Per chiederne la sua intera applicazioni diversi movimenti, sostenuti dalla Chiesa cattolica, hanno avviato iniziative di protesta.

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