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Bombe italiane sul bunker del raiss

Il Ventuno

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La coalizione internazionale ha colpito e distrutto un edificio del bunker di Muammar Gheddafi a Tripoli. Secondo quanto riferito da un responsabile dell’alleanza ospitava un centro di “comando e controllo” delle forze libiche. Sulla missione degli italiani è intervenuto stamane il ministro degli Esteri Franco Frattini al Gr1 sull’azione militare della coalizione internazionale in Libia, che ha osservato che le minacce di Gheddafi alla comunità occidentale, Italia inclusa, «non sono venute fuori solo ieri» e dal colonnello siamo stati abituati a «minacce di ogni tipo». Ma al tempo stesso, ha rilevato Frattini, da Gheddafi «abbiamo anche sentito la dichiarazione solenne di un “cessate il fuoco” e, anche in questo caso, non aveva detto la verità». La missione deagli aerei militari italiani sul bunker del colonnello è stata portata a compimento nel giorno della prima operazione diretta di aerei italiani sul territorio libico. Sei Tornado sono decollati a partire dalle 20 dalla base di Trapani Birgi per sopprimere le difese aeree del colonnello. Il raid è stato completato con successo. Poco prima della missione italiana, alle 21, era scattato il cessate il fuoco annunciato dal regime. Ma la tregua è durata poco. A Bengasi, per tutta la notte, si sono sentiti spari ed esplosioni: gli uomini del rais hanno attaccato i ribelli, che hanno fatto della città nell’est della Libia il loro quartier generale. E la stessa coalizione internazionale, al momento, non sembra credere troppo alle promesse del colonnello. “Oggi Gheddafi ha dichiarato una tregua. La nostra opinione al momento è che si tratta di una menzogna e che la tregua è stata immediatamente violata”, ha dichiarato il consigliere per la Sicurezza nazionale di Barack Obama, Tom Donilon. “Non è la prima volta che le autorità libiche dichiarano la loro intenzione di applicare un cessate il fuoco per mettere fine alle violenze contro la popolazione civile libica. Noi auspichiamo che questa volta alle dichiarazioni facciano seguito azioni concrete”, ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini. “Un cessate il fuoco, immediato, effettivo, e rigorosamente rispettato sarebbe il modo migliore per attuare da subito le disposizioni della risoluzione dell’Onu n°1973, che é stata da noi concepita per il solo obiettivo di proteggere la popolazione civile libica dalle violente repressioni del proprio regime e non di condurre una guerra in territorio libico”, ha aggiunto il titolare della Farnesina. Nell’incertezza, la coalizione di volenterosi – sotto il comando americano – ha continuato a sganciare bombe su obiettivi sensibili. E’ stata colpita una parte del bunker di Gheddafi. L’edificio in questione è situato a una cinquantina di metri della tenda dove il colonnello riceveva normalmente i suoi ospiti. È stato completamente distrutto da un missile, ha indicato un portavoce del regime, Moussa Ibrahim, ai giornalisti stranieri che sono stati trasportati in autobus sul posto per verificare di persona. Mentre nella notte sono tornate in azione anche le forze britanniche. “Posso confermare che le forze armate britanniche hanno partecipato a un’altra incursione coordinata contro i sistemi libici di difesa antiaerea”, ha dichiarato il generale John Lorimer, in un comunicato del ministero della difesa. “Per la seconda volta, il Regno Unito ha lanciato dal Mediterraneo missili Tomahawk da un sommergibile di classe Trafalgar nel quadro di un piano coordinato della coalizione per applicare la risoluzione” del Consiglio di sicurezza dell’Onu che autorizza il ricorso alla forza contro il regime del colonnello Muammar Gheddafi, ha spiegato il generale. L’eliminazione fisica del rais, comunque, non è un obiettivo della coalizione. “Bisogna rispettare il mandato della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu”, ha spiegato il capo del Pentagono, Robert Gates, secondo il quale il comando delle operazioni potrebbe passare presto in mano a francesi e britannici. Il segretario alla Difesa è atteso in Russia, dove proverà ad ammorbidire la posizione di Mosca, che ha espresso rammarico per raid aerei della coalizione “non selettivi”. A sole 24 ore dall’avvio dell’operazione Odissey Dawn gli alleati devono fare i conti anche con l’opposizione ai raid aerei espressa da Lega Araba e Cina. Il sito dell’opposizione al Manara, che trasmette anche su Facebook riferisce che sarebbe morto in seguito alle ferite riportate dopo un raid aereo su Tripoli uno dei figli del leader libico Muammar Gheddafi, Khamis. Secondo le fonti citate dal sito, Khamis è morto ieri dopo che nei giorni scorsi era stato gravemente ferito durante un bombardamento sferrato da un aereo libico guidato da un pilota passato a fianco dei ribelli contro la caserma-bunker di Bab al Aziziya, dove sarebbe rifugiato Gheddafi e i suoi fedelissimi.
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