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Il Ventuno

Damasco (Agenzia Fides) – Le Nazioni Unite hanno avuto notizia della presenza di bambini-soldato nelle fila dei ribelli dell’Esercito siriano libero, che combatte il presidente Bashar al-Assad. Lo ha riferito la Rappresentante speciale dell’Onu per i bambini e i conflitti armati, Radhika Coomaraswamy, senza fornire ulteriori dettagli e ricordando che “le convenzioni internazionali proibiscono il ricorso a soldati di età inferiore ai 16 anni”.
Interpellato dall’Agenzia Fides, p. Paolo Dall’Oglio, gesuita del Monastero di Deir Mar Musa, commenta da Damasco: “La notizia, purtroppo, non mi meraviglia: la presenza di adolescenti che prendono parte ai combattimenti è un fenomeno tristemente noto ed è parte della tragedia che stiamo vivendo. D’altronde, lungo tutto questo terribile anno, si sono registrati casi di bambini e adolescenti arrestati, torturati e uccisi. La mobilitazione politica di giovani e adolescenti, nella loro irruenza e irresponsabilità, è stata ed è un elemento presente nella sollevazione popolare. La loro militarizzazione, invece, è dovuta al conflitto civile in corso in alcune zone: si arma chi può. Il ricorso alle armi e alla violenza sta annegando ogni possibilità di dialogo e di mediazione, sostenute dalla maggior parte della popolazione siriana”. Dall’Oglio ricorda che “i cristiani siriani, al di là delle loro paure, sostengono l’unità e la riconciliazione del popolo siriano”.
In questa fase, il Gesuita lancia un appello: “Chiediamo che l’Onu faccia il possibile per proteggere l’infanzia siriana ed evitare che gli adolescenti si armino. Chiediamo alle forze in campo di non armare i bambini. Speriamo che una maggiore responsabilità Onu sul terreno, ipotizzata da Kofi Annan, possa significare una maggiore protezione per tutta la gioventù e l’infanzia siriana”. (PA) (Agenzia Fides 27/3/2012)

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