Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

Le facce della crisi

Dall’Assemblea Nazionale delle Camere del Lavoro, tenutasi a Roma lunedì scorso, è partita l’esigenza di una grande e capillare campagna di informazione e confronto su tutto il territorio nazionale sui temi del lavoro e della crisi; per la provincia di Perugia è prevista presso la Sala dei Notari,una grande assemblea delle lavoratrici, dei lavoratori e pensionati organizzata dalla segreteria Camera del lavoro; un evento che va di di là di ogni “ordinarietà”.

La crisi sempre più drammatica non è solo di tipo economico, ma anche sociale; “ogni settimana chiude un luogo di lavoro, ogni settimana si registra un grave fatto di cronaca nera” così ha sintetizzato nel suo intervento a Roma il segretario della Camera del lavoro, Vincenzo Sgalla, il fenomeno sempre più evidente che la crisi economica si accompagna a fenomeni di disgregazione sociale.

L’afasia della politica, che sembra vivere un momento di sospensione progettuale e prospettica potrebbe diventare propedeutica ad una sospensione democratica attraverso “grandi alleanze” anche nella nostra Regione; fenomeni soffocherebbero la dialettica non solo partitica, ma soprattutto civile.

La trattativa sul mercato del lavoro,poi, viene raccontata quasi esclusivamente dai media e presentata come decisiva per il rilancio del paese; questo obbliga il sindacato ad una operazione di chiarezza e di verità nei confronti dei lavoratori, lavoratrici, pensionati e cittadini tutti, che la Cgil non vuole succubi di decisioni unilaterali ed inique ;noi lavoriamo per l’accordo sulla riforma del mercato del lavoro, ma se il governo dovesse decidere ‘autonomamente’, o non si dovessero determinare le condizioni per la firma, la nostra risposta non sarà uno sciopero generale, la fiammata di un giorno, ma la costruzione di un movimento che durerà e che lascerà il segno.

Da sempre la Cgil ribadisce che se non ci si occupa della crescita in grado di creare posti di lavoro diventa purtroppo residuale capire come si accede al lavoro, se questo non c’è.

Quindi deve essere chiaro che le categorie di “conservatori-innovatori”non servono a delineare lo scenario di grande complessità che abbiamo davanti se non si mette all’ordine del giorno il nodo di una crescita che produce occupazione, anzi buona occupazione.

La CGIL, come è sua consuetudine,sta al tavolo per giungere all’accordo se gli obiettivi della riforma saranno quelli giusti: combattere la precarietà, “riducendo le forme di ingresso e cancellando forme ambigue come le partite Iva e l’associazione in partecipazione, perché dobbiamo costruire più e non meno, lavoro stabile”, ed estendere la tutela degli ammortizzatori sociali, con un sistema universale, ma per fare questo occorrono anche risorse aggiuntive.

Le riforme a costo zero auspicate da Tito Boeri sono semplicemente uno slogan privo di senso.

L’attenzione della maggior parte dell’opinione pubblica si accentra sull’articolo 18 e non solo per un’attitudine semplificatoria, ma anche perché in effetti è un simbolo di civiltà, ma per noi non è al centro della discussione, riteniamo che qualcuno lo abbia volutamente fatto diventare un “totem” per nascondere il vuoto di idee su come creare lavoro.

La Cgil non ha cambiato opinione sul senso profondo di quell’articolo e non la cambierà.

Intervenire sui tempi dei processi e dei reintegri è un rafforzamento non un abbattimento di tale norma.

L’iniziativa del 27, decisa dalla segreteria della Camera del Lavoro di Perugia, deve servire a chiarire la posizione della Cgil, a ridare protagonismo alle persone, ad iniziare un percorso di “verità” indispensabile e l’atteggiamento avuto dall’esecutivo sulla previdenza, argomento che non riteniamo affatto chiuso, ci deve spingere a parlare costantemente non solo con gli iscritti, ma con tutta la società che stenta a ritrovare le coordinate di una coesione sociale da sempre portata ad esempio in tutto il paese.

La Segreteria Camera del Lavoro di Perugia

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