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Il Ventuno

León (Agenzia Fides) – “Giungo come pellegrino della fede, della speranza e della carità. Desidero confermare nella fede i credenti in Cristo, consolidarli in essa e incoraggiarli a rivitalizzarla con l’ascolto della Parola di Dio, i Sacramenti e la coerenza di vita. Così potranno condividerla con gli altri, come missionari tra i propri fratelli, ed essere fermento nella società, contribuendo a una convivenza rispettosa e pacifica, basata sulla incomparabile dignità di ogni persona umana, creata da Dio, e che nessun potere ha il diritto di dimenticare o disprezzare. Questa dignità si manifesta in modo eminente nel diritto fondamentale alla libertà religiosa, nel suo genuino significato e nella sua piena integrità”. Sono le parole pronunciate dal Santo Padre Benedetto XVI durante la cerimonia di benvenuto all’aeroporto internazionale di Guanajuato, in località Silao di León in Messico, alle 16.30 (ora locale) del 23 marzo, ove il Papa è stato accolto dalle più alte Autorità politiche, civili e religiosi, oltre che da una rappresentanza di fedeli e gruppi musicali caratteristici detti “mariachi”.
Nel pomeriggio di sabato 24 marzo, il Papa si è recato a Guanajuato, capitale dello Stato omonimo, per la visita di cortesia al Presidente Costituzionale degli Stati Uniti del Messico, al termine della quale si è affacciato dal balcone centrale del Palazzo presidenziale per salutare i bambini e i fedeli radunati nella Plaza de la Paz. “Voi occupate un posto molto importante nel cuore del Papa – ha detto Benedetto XVI -. E in questo momento desidero che lo sappiano tutti i bambini del Messico, particolarmente quelli che sopportano il peso della sofferenza, l’abbandono, la violenza o la fame, che in questi mesi, a causa della siccità, si è fatta sentire fortemente in alcune regioni”. Il Pontefice ha ricordato ai bambini che Dio ci conosce e ci ama, e “se lasciamo che l’amore di Cristo cambi il nostro cuore, allora noi potremo cambiare il mondo”. Quindi ha auspicato che “ciascuno si trasformi in seminatore e messaggero di quella pace per la quale Cristo donò la sua vita”. Il Santo Padre ha poi evidenziato: “Ciascuno di voi è un regalo di Dio per il Messico e per il mondo. La vostra famiglia, la Chiesa, la scuola e chi ha responsabilità nella società devono lavorare uniti perché voi possiate ricevere come eredità un mondo migliore, senza invidie né divisioni. Per questo, desidero levare la mia voce invitando tutti a proteggere e accudire i bambini, perché mai si spenga il loro sorriso, possano vivere in pace e guardare al futuro con fiducia. Voi, miei piccoli amici, non siete soli. Contate sull’aiuto di Cristo e della sua Chiesa per condurre uno stile di vita cristiano”.
Domenica mattina, 25 marzo, il Santo Padre si è trasferito in elicottero al Parque del Bicentenario di León per la concelebrazione eucaristica. Nell’omelia il Papa ha indicato il monumento a Cristo Re, in cima al “Cubilete”: “la sua regalità non è come molti la intesero e la intendono. Il suo regno non consiste nel potere dei suoi eserciti per sottomettere gli altri con la forza o la violenza. Si fonda su un potere più grande, che conquista i cuori: l’amore di Dio che Egli ha portato al mondo col suo sacrificio e la verità, di cui ha dato testimonianza… Anche oggi, da questo parco, con il quale si vuole ricordare il bicentenario della nascita della Nazione messicana, che ha unito molte differenze, ma con un destino ed un’aspirazione comuni, chiediamo a Cristo un cuore puro, dove egli possa abitare come Principe della pace”. Benedetto XVI ha quindi avuto parole di apprezzamento per la Misión Continental che si sta portando avanti nel Continente, perché i cristiani e le comunità ecclesiali “resistano alla tentazione di una fede superficiale e abitudinaria, a volte frammentaria ed incoerente.” Al termine della Messa, il Santo Padre ha così introdotto la preghiera dell’Angelus: “In questi momenti in cui tante famiglie si ritrovano divise e costrette all’emigrazione, molte soffrono a causa della povertà, della corruzione, della violenza domestica, del narcotraffico, della crisi di valori o della criminalità, rivolgiamoci a Maria alla ricerca di conforto, vigore e speranza”. Benedetto XVI ha poi affidato a Nostra Signora di Guadalupe, il Messico e tutta l’America Latina e i Caraibi. (SL) (Agenzia Fides 26/03/2012)

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