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Cgil Terni: Attilio Romanelli è il nuovo segretario

“Continuità nella tradizione e nell’azione della Cgil e il massimo impegno per portare avanti l’azione sindacale in particolare su fisco, legalità, buona amministrazione ed equità”. Sono le linee di indirizzo annunciate stamattina dal nuovo segretario generale della Cgil di Terni, Attilio Romanelli, nel corso del direttivo provinciale della Camera del Lavoro che si è tenuto presso le Officine ex Bosco di Terni e che ha sancito la successione a Lucia Rossi, segretaria generale uscente, alla guida del primo sindacato della provincia ternana.

Romanelli, dopo un ampio dibattito, è stato eletto dal direttivo provinciale con 57 voti a favore, 5 contrari e 7 astensioni.

“Siamo chiamati a vivere e gestire una delle fasi più complicate della storia repubblicana – ha detto Romanelli illustrando le sue linee programmatiche – quella che stiamo affrontando infatti non è semplicemente una crisi ciclica, ma è una crisi epocale, in grado di cambiare profondamente lo scenario a cui siamo abituati”.

Romanelli ha parlato del “disagio sociale e della povertà” che stanno “crescendo anche a Terni” e contro i quali serve una risposta, non caritatevole, delle istituzioni pubbliche che mantenga e rafforzi “la grande tradizione di questo territorio nel welfare e nella difesa delle fasce più deboli della popolazione”.

Sanità, trasporti, gestione dell’acqua, rifiuti e gestione del territorio costituiscono i capitoli di un programma ambizioso sul quale, ha sottolineato Romanelli, “la Cgil ha da tempo avanzato proposte”. E poi, ci sono le questioni industriali, centrali per Terni, su cui Romanelli ha indicato tre linee di intervento prioritarie: contesto ambientale (governo efficiente del territorio e qualità della manodopera), energia e servizi all’impresa, logistica e collegamenti veloci con porti e piazze di riferimento.

Altro nodo fondamentale, indicato dal neo segretario, è quello della scuola pubblica che deve “tornare a promuovere e formare cultura tecnica, incrociando la domanda che viene dal mondo del lavoro”. Così come importante, ha sottolineato Romanelli, è la battaglia in difesa delle lavoratrici e dei lavoratori del pubblico impiego, “strategici per la loro funzione” e del terziario, dove è aperta la battaglia per contrastare le aperture indiscriminate nei giorni festivi a partire da quelli alle porte (25 Aprile e Primo Maggio).

Con un grande applauso ha poi preso la parola la segretaria uscente: “In questi otto anni penso di aver dato tutto quello che potevo alla Cgil, ma sicuramente quello che ho avuto in cambio è molto di più”, ha detto Lucia Rossi nel suo intervento di saluto al direttivo. “Abbiamo tentato di costruire una Camera del Lavoro collegiale, come punto di riferimento per il territorio e la città. Abbiamo tentato di operare per garantire al meglio i diritti delle lavoratrici, dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati. E vorremmo ancora che ci fosse – ha concluso Rossi – un’attenzione maggiore per le fasce più deboli, per quelli che hanno perso il lavoro, per chi il lavoro non lo trova, per i pensionati al minimo. Lascio la confederazione in buone mani e una Camera del Lavoro che ha un gruppo dirigente all’altezza delle sfide davanti a noi”.

In conclusione, il segretario generale della Cgil nazionale Susanna Camusso ha voluto ringraziare personalmente Lucia Rossi per il lavoro svolto: “Lucia è una persona con una carica straordinaria, una forza della natura, e rispecchia a pieno le caratteristiche della nostra organizzazione, nella quale continuerà a dare il suo importante contributo”. Poi Camusso ha parlato della situazione in cui il sindacato è chiamato ad operare: “La crisi che stiamo attraversando non ha precedenti: mai nella storia del Paese si era vissuta una fase come questa, che dura da 4 anni e mezzo, senza che si intraveda ancora una via di uscita . Quindi dico ad Attilio Romanelli, come a tutti noi, che sarà necessario rimboccarsi le maniche da subito”. E il primo terreno su cui misurarsi, come ha ricordato il segretario nazionale, sarà quello del contrasto alla precarietà del lavoro. Il 10 maggio la Cgil organizzerà una grande giornata di mobilitazione in tutta Italia per chiedere interventi concreti e non solo parole, contro la precarietà dilagante. “La nostra sfida – ha concluso Camusso – è quella di coinvolgere e rappresentare, anche nella nostra attività di contrattazione a tutti i livelli, quella fetta di mondo del lavoro che oggi non rappresentiamo appieno, ovvero le ragazze e i ragazzi che vivono sulla loro pelle la condizione di precari”.

23 aprile 2012

Ufficio stampa Cgil Umbria

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