Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

Modi e Moda: un mese di sciopero [aggiornamento]

Non solo l’incertezza totale sul futuro. Non solo i mancati pagamenti degli stipendi di gennaio, febbraio e marzo. Ora, alle lavoratrici (18) e ai lavoratori (2) di Modi e Moda di Corciano, azienda chiusa improvvisamente lo scorso febbraio per le gravi difficoltà finanziarie del gruppo proprietario, viene addirittura chiesto di tornare al lavoro.

“L’azienda – spiegano Stefania Cardinali della Filcams Cgil, Francesco Cirlincione dell’Ufficio vertenze Cgil e Mariolina Luchetti, della Uiltucs Uil – ha avuto la faccia tosta di chiedere alle lavoratrici di tornare al lavoro per impacchettare alcuni capi estivi e consentirne il trasferimento dal negozio di Corciano. Una richiesta assurda – commentano i tre – a fronte della situazione in cui sono le lavoratrici, private di qualsiasi forma di reddito da gennaio”.

Così, a seguito di una assemblea svolta ieri, 28 marzo, presso la Cgil di Perugia, lavoratrici e sindacati hanno deciso di proclamare uno sciopero a oltranza dal 24 marzo al 21 aprile, riservandosi ulteriori azioni di lotta per il futuro.

29 marzo 2012
Ufficio stampa Cgil Umbria
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Martedì pomeriggio si è mossa la situazione allo stabilimento Modi e Moda di Corciano: sono infatti arrivati da Torino i dipendenti per ritirare le merci rimaste nel punto vendita, accompagnati da Stefania Lubrano, responsabile del campionario, la quale ha consegnato al capo reparto le buste paga di febbraio per le lavoratrici ed i lavoratori, in gran numero presenti in presidio davanti ai cancelli dell’azienda fin dalla mattinata.

Un primo, timido passo avanti per normalizzare – per quanto possibile – la situazione dei dipendenti, che lascia però irrisolti altri problemi. In primo luogo, il pagamento delle altre mensilità arretrate: “mancano gli accrediti di tre stipendi, e i 20 dipendenti”, spiega Stefania Cardinali di Filcams Cgil, “sono di fatto senza reddito: senza stipendio né ammortizzatori sociali”. La mancata nomina di un procuratore fallimentare, infatti, lascia aperta anche la questione della cassa integrazione, della quale gli ormai ex dipendenti non hanno potuto ancora usufruire. A tutto questo si aggiuga infine che la maggior parte di questi lavoratori ha superato i 40 – alcuni anche 50 – anni, entrando così nella fascia d’età in cui è più difficile trovare un nuovo impiego, ed ecco completato un quadro complesso, e che tale rimarrà almeno fino alla prossima settimana.

Il 17 aprile è infatti previsto il pronunciamento della Corte d’Appello su Fashion Network – dal 2009 proprietaria di Modi e Moda, una volta fallita ha dovuto chiudere numerosi altri negozi in tutta Italia -, e si scoprirà il futuro del punto vendita: la scelta sarà tra il curatore fallimentare, o l’amministrazione controllata. “Paradossalmente”, continua la rappresentante sindacale, “per i dipendenti è auspicabile la prima ipotesi: in quel caso, infatti, potranno sperare di ottenere tutti gli ammortizzatori sociali del caso. La seconda opzione renderebbe tutto più complicato”.

11 aprile 2012
Ufficio stampa Cgil Umbria
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