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Il Ventuno
19.05.2012

Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) torna a parlare del progetto Snam relativo al metanodotto Brindisi-Minerbio e, nel rimarcare la sua contrarietà all’opera infrastrutturale che interesserà l’Umbria  “in uno dei tratti più sani e protetti del suo territorio”, esprime un “forte riconoscimento alla Provincia di Perugia che su questo argomento “ha dimostrato sempre forte e coerente attenzione”. Goracci, nel riservare “un plauso particolare all’assessore provinciale Feligioni e al consigliere Baldelli che nel contrasto a questa opera sono sempre stati in prima fila”, fa sapere che il prossimo 23 maggio parteciperà all’iniziativa sul metanodotto Brindisi Minerbio presso la sede della Provincia di Perugia dove verrà illustrato quanto previsto dal progetto Snam per conoscere l’impatto, i rischi, le ricadute ambientali e paesaggistiche che comporterà la realizzazione di questa opera”.

 

 

(Acs) Perugia, 19 maggio 2012 – “Mercoledì 23 maggio parteciperò all’iniziativa sul metanodotto Brindisi-Minerbio presso la sede della Provincia di Perugia dove sono invitati molti soggetti istituzionali e non e dove verrà illustrato quanto previsto dal progetto Snam per conoscere l’impatto, i rischi, le ricadute ambientali e paesaggistiche che comporterà la realizzazione di questo gasdotto”.  È quanto fa sapere, in una nota, il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) che esplicita “un forte riconoscimento alla Provincia di Perugia che su questo argomento ha dimostrato sempre forte e coerente attenzione e un plauso all’assessore Feligioni e al consigliere Baldelli che nel contrasto a questa opera sono sempre stati in prima fila”.

 

“Purtroppo  – rileva Goracci – stessa accortezza e decisione, almeno fino ad oggi, non c’è stata da parte della Regione Umbria. Una mozione (firmata anche dal sottoscritto) langue ormai da circa un anno. Altre istituzioni, a partire dalla Camera dei Deputati, passando per il Consiglio regionale dell’Abruzzo, hanno lavorato e stanno lavorando per dissuadere Snam dal procedere su una scelta devastante sotto il profilo ambientale e paesaggistico. L’Umbria – spiega il consigliere – verrebbe ‘ferita’ in maniera irrecuperabile in uno dei tratti più sani e protetti del suo territorio. Snam, come tutti i ‘poteri forti’ di questo paese, di ambiente, pericoli (e salute) ne vuol sentir parlare poco, anzi procede come un carro armato”.

 

Per Goracci “quanto successo lo scorso 10 maggio con la convocazione da parte del Ministero dello Sviluppo economico di un tavolo istituzionale ‘monco’ di molte sue componenti è la riprova di una volontà che non vuol sentire e non vuole confrontarsi con pareri diversi da quelli sereni, tranquilli e non particolarmente contrari al progetto Snam. A proposito dell’incontro del 10 maggio a Roma – prosegue il consigliere regionale –  riporto quanto dichiarato dall’assessore del Comune de L’Aquila Moroni, che riveste anche il ruolo di coordinatore di vari soggetti istituzionali, associazioni, comitati di cittadini che in questi anni si sono spesso incontrati nel capoluogo abruzzese. Ha scritto Moroni: ‘una grave scorrettezza e un palese tentativo di indebolire l’azione istituzionale antigasdotto, con l’evidente finalità di favorire la Snam e tutelarne gli interessi sul territorio’. Sempre sullo stesso argomento – fa sapere Goracci – è stata presentata dagli onorevoli Giovanni Lolli, Raffaella Mariani, Massimo Vannucci, Walter Verini un’interrogazione a risposta scritta in Commissione al Ministro dello Sviluppo economico, sostanzialmente con gli stessi contenuti sopra esposti. Auspico che l’iniziativa della Provincia di Perugia – continua il consigliere ‘Comunista umbro’ – contribuisca a far tornare il Governo sui suoi passi e a sollecitare tutte quelle attenzioni e quelle spinte per individuare un percorso alternativo e che convinca anche la Regione Umbria a condividere almeno una risoluzione come quella approvata alla Camera dei Deputati e dal Consiglio regionale dell’Abruzzo, che ricordo essere una Regione con maggioranza di centro destra”.

 

“Il ‘cuore verde’ d’Italia – conclude Goracci – se non ha la forza e il coraggio politico di opporsi a scelte come questa del gasdotto (o all’ipotizzato uso dei cementifici per bruciare i rifiuti) quali prospettive può avere? Quali risorse più grandi possiamo avere e sulle quali dobbiamo investire più dell’ambiente e della cultura?”. RED/as

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