Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

Attivo Fiom Cgil Perugia, incontro con il segretario nazionale Maurizio Landini

Il 31 maggio si è svolto l’attivo della Fiom Cgil Perugia presso la  sede del Consiglio Regionale dell’Umbria per discutere e denunciare le  condizioni dei lavoratori del settore metallurgico della nostra  regione. Durante l’attivo durato un’intera mattinata sono intervenuti  molti delegati Fiom e il segretario regionale della Cgil Umbria Mario  Bravi.

Il segretario in particolare ha cercato di rassicurare i  delegati della Fiom del fatto che il sindacato confederale continuerà  a stare a fianco e a sostenere i lavoratori metalmeccanici nelle loro  battaglie. Durante il suo intervento Bravi ha rimarcato comunque il  fatto che la Cgil si trova ad operare in uno dei periodi di crisi  economica più intensi dai tempi della “Grande Depressione” degli anni  30 e come in suddetti periodi i grandi sindacati dei lavoratori siano  stati gli attori sociali ed economici più colpiti dai provvedimenti di  politica economica emanati dai Governi per fronteggiare tali crisi. Il segretario ha voluto anche rimarcare l’iniquità delle iniziative prese  dalle istituzioni europee e dal Governo Italiano: la crisi economica non è stata provocata dai pensionati e dai lavoratori ma dalle  politiche neo-liberiste; nei fatti però sono stati i diritti dei lavoratori  e dei pensionati ad essere pesantemente colpiti.

Gli interventi dei delegati Fiom hanno invece riguardato più  specificatamente le condizioni del lavoro e dell’occupazione in Umbria  che è una delle regioni nelle quali la crisi industriale è stata più  intensa. Ad oggi circa 13 mila lavoratori si trovano in cassa  integrazione o in mobilità. L’attivo è stato concluso dal segretario generale della Fiom  nazionale, Maurizio Landini che, dopo aver visitato e portato la  propria solidarietà ai lavoratori dell’Emilia, in tarda mattinata è  arrivato a Palazzo Cesaroni. Il segretario Generale ha parlato  ininterrottamente per circa due ore. In primo luogo ha descritto ai presenti la situazione in Emilia invitando tutti ad interrogarsi sul  fatto che circa otto lavoratori sono stati schiacciati dai tetti delle  fabbriche nelle quali stavano lavorando nonostante le scosse dei  giorni precedenti. Questi dati sono sintomatici di un tipo di sviluppo basato sulla massimizzazione del profitto insostenibile dal punto di  vista sociale, ambientale ed economico. Il problema è che ora l’Emilia rischia un processo di deindustrializzazione.

Il segretario è poi passato ad analizzare le politiche del Governo  Monti sottolineando il fatto che l’attività del nuovo esecutivo si trova in perfetta continuità con l’infelice e dannosa azione del  Governo Berlusconi. Due le questioni industriali fondamentali. In primo, il Governo non ha ancora convocato i rappresentanti della Fiat  per richiedere spiegazioni e assicurazioni sui piani industriali  dell’azienda che in passato ha ricevuto montagne di denaro pubblico.  Anzi il Presidente Monti ha affermato che “la Fiat ha il diritto di  andare dove vuole”.

La seconda questione riguarda Finmeccanica. Il Governo starebbe  progettando la privatizzazione-svendita di alcune partecipate della  Holding semi-pubblica come Ansaldo-Breda, Ansaldo energia e Alenia che  sono tra le imprese più tecnologiche e produttive del Paese.

Anche Maurizio Landini, come in precedenza Mario Bravi, ha  sottolineato che la crisi è stata la conseguenza delle politiche neo- liberiste e che peggiorare i diritti dei lavoratori non farà che  aggravare tale situazione. In particolare non si può pensare di creare  posti di lavoro estendendo la precarietà. L’applicazione dell’art.8  del Dl 138/11 che prevede la possibilità di derogare al Ccnl e alle  leggi, oltre che essere incostituzionale, rischia di creare forti  spaccature sociali e aggravare la situazione economica e sociale del  paese. Nell’attuale riforma del lavoro sarebbe anche contemplata l’abolizione dell’istituto della Cassa integrazione e “la cancellazione di  fatto dell’Art.18 dello Statuto dei Lavoratori che porterebbe le condizioni del lavoro indietro di 50 anni”

L’unico modo cambiare questa situazione sull’art.18, art.8 e Cassa  integrazione sarà o il referendum abrogativo o un Governo di  alternativa nel 2013. Proprio per questo motivo la Fiom ha organizzato  per l’9 giugno un grande incontro nazionale al quale parteciperanno i rappresentanti dei partiti di area progressista per aprire un tavolo  di dibattito e confronto sulle idee per futuro del lavoro in Italia.

Il Segretario ha anche esortato la Cgil a prendere un’iniziativa  decisa concreta prima che la nuova riforma venga approvata dalle  Camere. Un altra sfida della Fiom riguarderà poi il confronto con Fim e Uim sulla questione Marchionne.

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