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Il Ventuno
25.07.2012

Si è svolta stamani, in Seconda Commissione, una partecipata audizione con i presidenti ed i funzionari dei parchi umbri. Dai numerosi interventi è emersa la necessità di una politica regionale che miri di più alla loro valorizzazione attraverso la promozione sinergica con i prodotti tipici del territorio. Sostanzialmente la valorizzazione dei parchi regionali ha bisogno di un quadro istituzionale certo come pure di maggiori risorse. Il presidente della Commissione Chiacchieroni ha sottolineato l’importanza di dare vita ad “una vivacità economica dei parchi attraverso programmi e progetti intelligenti dove gli stessi privati potrebbero decidere di investire”. Il capogruppo PdL, Raffaele Nevi ha auspicato la creazione di “un coordinamento tra i gestori dei parchi”.

 

 

 

(Acs) Perugia, 25 luglio 2012 – “Per i parchi regionali sono necessarie maggiori risorse e una politica regionale che miri di più alla loro valorizzazione attraverso una promozione legata anche ai prodotti del territorio”. È quanto emerso stamani dall’audizione, in Seconda Commissione, dei presidenti e funzionari dei parchi umbri, invitati dal presidente Gianfranco Chiacchieroni affinché l’organismo di Palazzo Cesaroni potesse avere chiaro una quadro aggiornato delle attività in essere e soprattutto delle criticità che interessano queste strutture. Sostanzialmente la valorizzazione dei parchi regionali ha bisogno di un quadro istituzionale certo e questo è stato ribadito, alla conclusione dei numerosi interventi, anche dal capogruppo del PdL, Raffaele Nevi oltre che dallo stesso presidente Chiacchieroni. Nevi ha sottolineato l’importanza di creare “un coordinamento tra i gestori dei parchi” e la propria disponibilità, se necessario, a mettere in atto proposte anche a livello legislativo; Chiacchieroni ha auspicato il raggiungimento di “una vivacità economica dei parchi anche attraverso programmi e progetti intelligenti dove gli stessi privati potrebbero decidere di investire”.

 

Interventi:

Franco Perco (direttore parco nazionale Monti Sibillini): “Stiamo portando avanti un efficiente monitoraggio faunistico, tuttavia non sufficiente per combattere il bracconaggio. Siamo convinti che l’area contigua dovrebbe essere di più grande superficie. Tra le criticità, da sottolineare quella relativa al controllo del flusso turistico, buono nei numeri, ma non nella qualità. I vantaggi economici per il territorio sono a tutt’oggi irrisori”.

Fausto Berni (parco Monte Subasio): “Troppo scarse le risorse economiche previste per i parchi umbri. Riusciamo tuttavia a creare una seppure minimale promozione turistica. Importante è la nostra azione didattica con le scuole del territorio”.

Mauro Formica (parco di Colfiorito): “Il nostro è un parco particolarmente piccolo di 300 ettari complessivi di cui 100 paludosi dove insistono particolari vincoli. Portiamo avanti, tra le altre, importanti attività didattico-ambientali. Mancano i fondi per le attività manutentive”.

Paolo Silveri (commissario Comunità Montana Valnerina): “Il Parco fluviale del Nera, mentre fino a qualche anno fa poteva contare su risorse finanziarie certe (55 mila euro) e portava avanti importanti iniziative ambientali, oggi con le risorse pari a zero, incontra difficoltà facilmente immaginabili. È necessario creare un nuovo organismo ben definito di gestione prevedendo le sufficienti risorse per il suo funzionamento, altrimenti il parco rappresenta soltanto un peso per l’economia del territorio”.

Stefano Gregori (funzionario parco Fluviale del Nera): “Difficile portare avanti l’attività di tutela del territorio in assenza di risorse. Sono necessarie e non più rimandabili azioni appropriate di promozione”.

Mauro Severini (commissario Comunità Montana Alta Umbria – parco Monte Cucco): “Questo parco non è mai stato una risorsa per il territorio. Manca la valorizzazione dell’area, una politica territoriale che metta a sistema le potenzialità del parco. Oggi i parchi sono esclusi dai pacchetti turistici. È necessario metterli a rete creando un pacchetto turistico basato su ambiente e servizi. Mancano risorse e una politica regionale che valorizzi i parchi. Sarebbe importante riconoscere ai territori interessati dalle aree naturali protette indennizzi legati a politiche di sviluppo e prevedere una legge regionale sulla sentieristica”.

Louis Montagnoli (comunità Montana Trasimeno – parco Trasimeno): “È necessario il completamento del Piano di gestione del parco del Trasimeno. Tra i progetti creati direttamente, quello relativo al miglioramento strutturale dei pontili. Servono maggiori risorse per il mantenimento delle strutture”.

Stefano Bigaroni (commissario Comunità montana Onat – parco Stina, parco fluviale Tevere): “Ad oggi si è puntato molto su azioni di tutela e meno sulla promozione. I parchi hanno grandi potenzialità economiche che vanno messe in atto attraverso un quadro istituzionale certo e con la previsione di maggiori risorse. L’obiettivo deve essere quello di creare un contatto più diretto e costruttivo con i territori”. AS/

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