Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

Perugina: adesso siamo ai contratti di solidarietà

Dopo l’incontro in Confindustria che si è tenuto lo scorso 12 luglio, in cui le carte sono state scoperte e messe sul tavolo, è emersa in tutta la sua gravità la situazione che da mesi denunciavamo nei nostri comunicati. La crisi che serpeggiava nei reparti e alimentava le preoccupazioni di lavoratrici e lavoratori ha preso prepotentemente corpo delineando una serie di allarmanti scenari, fatti di riorganizzazioni, riposizionamenti, attraverso una serie di estemporanee proposte di Nestlè: dai fantomatici passaggi all’indietro (da full-time a part-time, piuttosto che attraverso la liquidazione dei livelli acquisiti), fino alla trita e ritrita proposta di un 6×6 generico e generalizzato, per arrivare all’ultima sortita di grande effetto, il contratto di solidarietà. Il tutto giustificato da un perentorio ed improvviso aumento dei costi.

Dai primi incontri svolti, è netta l’evidenza di una navigazione a vista da parte di Nestlè, rea, a nostro avviso, di aver abbandonato l’idea di un gruppo italiano forte e di prospettiva. Altrettanto evidente, ai nostri occhi, è la necessità di scovare le responsabilità e le colpe di una difficoltà pesante e paradossalmente imprevista, come testimoniano i proclami di positività che le nostre dirigenze hanno fatto ripetutamente negli ultimi anni.

E allora partiamo dai costi di questa azienda: gli sprechi, le inefficienze e i disservizi che sono sotto gli occhi di tutti, a partire da un uso illogico di ditte terze, in base ad una selezione che ha tenuto conto poco della qualità e del servizio e solo del prezzo. E poi l’aver costantemente, in ogni occasione, inficiato l’attaccamento alla fabbrica, stigmatizzando negativamente tutti i lavoratori, perdendo il vero valore aggiunto del coinvolgimento attivo. E ancora, la scarsa valorizzazione delle risorse umane interne, in termini di crescita professionale, che ha minato alla base il circolo virtuoso del ricambio generazionale. E infine, una gestione lontana e disattenta, che produce ogni settimana criticità organizzative e produttive, che poi ricadono sulle spalle di tutti noi.

Alla fine, tutti i nodi vengono al pettine, dando vita ad una situazione ingarbugliata. Prima di parlare delle soluzioni, vogliamo chiarezza su tutti i fronti, su come è stato gestito ogni centimetro di questa fabbrica, non siamo più disponibili a scommettere a occhi chiusi sul nostro futuro, magari affrontando sacrifici che poi svaniscono nei progetti fallimentari di qualche “venditore di fumo”. Questa volta vogliamo sederci al tavolo e vogliamo giocarci la partita in prima persona, la posta in palio è troppo alta per affidarla unicamente alla nostra controparte. I lavoratorpi devono poter agire in prima persona sorvegliando e tutelando i propri interessi con interlocutori credibili e all’altezza della crisi che ormai ha morso anche la Perugina.

“Nei prossimi giorni – annuncia Michele Greco, coordinatore della Rsu Perugina – avvieremo un percorso democratico di assemblee in tutti i reparti e turni di lavoro e utilizzeremo tutti gli strumenti necessari a garantire la dignità e il rispetto per le lavoratrici e i lavoratori della Perugina, a partire dalla tutela del loro reddito”.

17.07.2012 San Sisto
RSU PERUGINA
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