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TAGLIO UFFICI POSTALI: “LA GIUNTA SI IMPEGNI AD APRIRE CON URGENZA UN CONFRONTO ISTITUZIONALE CON POSTE ITALIANE” – MOZIONE DI SMACCHI E BARBERINI (PD) “SCONGIURARE LA CHIUSURA DI 50 UFFICI SITUATI NELLE ZONE PIÙ DISAGIATE”

12.07.2012

I consiglieri regionali Andrea Smacchi e Luca Barberini (PD) annunciano la presentazione di una mozione che impegna la Giunta regionale ad attivare un confronto istituzionale con Poste italiane teso a scongiurare il possibile taglio di 50 Uffici postali in Umbria. Secondo Smacchi e Barberini oltre al problema occupazionale, l’altro aspetto più preoccupante   legato alla riduzione dei servizi postali è quello sociale, con il “perpetrarsi di un graduale rischio di spopolamento di territori già fortemente disagiati nei quali, venendo meno servizi essenziali come quello postale, diverrebbe sempre più difficile continuare a vivere ed operare”.

 

(Acs) Perugia, 12 luglio 2012 – “Il Decreto legge di revisione della spesa pubblica rischia di estendere il suo effetto anche sui servizi postali, mettendo a forte rischio la sopravvivenza di cinquanta uffici in Umbria, dislocati per lo più nei centri più periferici e disagiati della regione”. Così in una nota congiunta i consiglieri regionali Andrea Smacchi e Luca Barberini (PD) che annunciano la presentazione di una mozione da sottoporre all’approvazione del Consiglio regionale con la quale si impegna la Giunta “all’attivazione urgente di una sede di confronto istituzionale con Poste italiane, nella quale valutare in maniera approfondita tutte le possibili soluzioni tese alla salvaguardia degli uffici postali siti nelle frazioni e nelle piccole realtà di montagna, in quanto presidi fondamentali per la tenuta sociale dell’intero territorio regionale”.

“Il piano di riorganizzazione presentato da Poste italiane all’Agcom – spiegano Smacchi e Barberini – parla chiaro, e prevede una forte riduzione degli uffici postali che potrebbe comportare, nonostante tutte le rassicurazioni date a più riprese, un serio problema di carattere occupazionale. Ma l’aspetto sociale, di gran lunga più preoccupante, riguarda il perpetrarsi di un graduale rischio di spopolamento di territori già fortemente disagiati nei quali, venendo meno servizi essenziali come quello postale, diverrebbe sempre più difficile continuare a vivere ed operare”.

I due esponenti del Pd nel rilevare che  non si è ancora di fronte ad un progetto definitivo,  ritengono che le prime indicazioni che emergono dalla proposta di riorganizzazione di Poste italiane, “rischiano di abbattersi come una scure su frazioni e realtà di montagna che già vivono forti disagi. Un esempio su tutti – concludono Smacchi e Barberini – la frazione di Spina di Marsciano, che oltre ad avere i noti problemi legati alla ricostruzione post sisma, con la chiusura dell’Ufficio postale, si troverebbe a dover affrontare un’ulteriore quanto inaspettato problema”. RED/tb
 

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