Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

Marvin Gaye, un’anima divisa tra demonio e santità, cantante dall’ugola di velluto.


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// di Francesco Cataldo Verrina //

Fu davvero un pesce d’aprile, o un  gioco del destino: essere uccisi per mano del padre, di colui che ti ha generato. Il genitore di Marvin Gaye era un religioso, decisamente bigotto e dai principi morali vecchio stile, il quale non aveva mai approvato le scelte di vita ed artistiche del figlio: troppo bello, troppo divo, troppo bravo, troppo spendaccione, autolesionista e guascone con le donne.

Quel 1° aprile del 1984, come abbiamo visto in molti film americani, dopo un diverbio, erano frequenti in casa, il reverendo afferrò un revolver ed uccise non solo suo figlio, ma spense per sempre quello che era un patrimonio artistico dell’umanità, una delle ugole più belle che il padreterno avesse mai mandato in terra a miracolo mostrare.

Infatti, un artista della caratura di Marvin Gaye, non potrebbe, né deve essere confinato all’interno degli angusti confini di un singolo genere musicale. Egli appartiene a quella ristretta cerchia di grandi per definizione, al di sopra dei tempi effimeri e della caducità delle mode, ma in un dato momento della storia, tra il ’75 ed il ’77, alcune delle sue canzoni sono finite in pasto ai forsennati frequentatori delle discoteche dell’epoca. Basti citare, l’ineguagliabile “Got To Give It Up”, un distillato di sensualità e ritmo, una sorta di premonizione per i profeti dell’house ante-litteram, fino al suo succeso planetario “Sexual Heling”. Marvin gaye resta una delle voci più belle del rhythm & blues americano, con uno stile avant-gard che anticipava di molto quelle che sarebbero state le tendenze a venire. Artisti come Stevie Wonder, Michael Jackson e Prince hanno sempre ammesso di esserne stati influenzati.

Il Nostro raggiunge una popolarità vastissima all’epoca del soul (fine anni ‘60), mantenendo poi un alto livello qualitativo nelle sue (non troppo frequenti) registrazioni degli anni ‘70, grazie al quale la sua figura è oggi circondata da un profondo rispetto. Lo si è sempre apprezzato soprattutto come intenso interprete, ma non va trascurata la bontà di alcune sue composizioni, particolarmente di quelle raccolte nel suo album più significativo, “What’s Going on”.

Marvin Pentz Gay jr. (la e verrà aggiunta dopo i primi successi) nasce il 2 aprile 1939 a Washington, cresciuto alla scuola del gospel, si segnala dapprima come componente di gruppi vocali (i Rainbows e i Moonglows), per arrivare nel 1962, dopo essere entrato nella neonata Tamla-Motown di Berry Gordy jr. (di cui sposa la sorella), al primo successo personale, “Stubborn Kind of FeIlow”. Per tutti gli anni ‘60 realizza un gran numero di Hits, passando gradualmente dal pubblico del R&B a quello più vasto della soul-pop-dance. Alcuni di essi (in particolare la sua versione di “I Heard It through the Grapevine”) sono considerati ormai dei classici del soul; da segnalare anche numerosi dischi realizzati in coppia con voci femminili, come Mary Wells, Diana Ross ed altre.

Nel 1971 “What’s Going on”, un risentito affresco delle storture della società consumistica, si presenta come il suo lavoro maggiormente ambizioso e meglio riuscito, grazie alla finezza degli arrangiamenti e alla pregnanza dei testi. Il successivo “Let’s Get It on”, giudicato uno dei capolavori di black music moderna, malgrado la sua carica di sensualità, risulta una sorta di compromesso con le esigenze di un pubblico in cerca di evasione. “I Want You” ricalca l’impostazione di “Let’s Get It oin”, ad esso farà seguito un nuovo periodo di silenzio. Marvin colleziona durante la sua decennale carriera discografica un numero impressionante di successi ed un Grammy come migliore prestazione vocale di rhythm&blues per il brano “Sexual Healing” (1982).

Sul versante privato, Gaye vive una vita piuttosto burrascosa: matrimoni falliti, crisi economiche, abuso di stupefacenti, tentativi di suicidio. Nel 1984 si trasferisce nell’abitazione dei genitori. Il 1° aprile dello stesso anno, durante l’ennesimo litigio, viene freddato a colpi di pistola dal padre, un integerrimo predicatore.  Marvin si era verbalmente scontrato per l’ennesima volta con l’anziano genitore a causa della sua vita dispendiosa e sregolata. Si consumò così un’altra incredibile storia, una sorta di maledizione che, di tanto in tanto, colpisce i grandi della musica.

Nel caso di Marvin Gaye, il binomio “genio e sregolatezza” non può  essere scisso: le sue canzoni e la sua ispirazione nascevano da una costante sofferenza interiore, che affondava le radici in un’infanzia difficile. Tormenti spesso compensati e fugati dall’uso di sostanze stupefacenti, alcool e sesso sfrenato con prostitute e donne incontrate nei locali malfamati. E pensare che nel 1974, Marvin aveva rifiutato d’interpretare, in un film biografico, il ruolo di Sam Cooke, anch’egli incredibilmente ucciso a colpi di pistola.

 Discografia Consigliata

I Heard It Through The Grapevine (1968) Tamla-Motown

What’s Going on (1971) Tamla-Motown

Let’s Get It on (1973) Tamla-Motown

I Want You (1976) Tamla¬Motown

Greatest Hits (1977) Tamla-Motown.

Midnight Love (1982) CBS

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