Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

AMERICA/MESSICO – Da 20 anni un gruppo di donne assiste lungo i binari gli emigranti in viaggio verso gli Stati Uniti

Il Ventuno

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Veracruz – “Le donne del gruppo denominato ‘La Patrona’ contraddicono l’egoismo, l’orgoglio e l’avidità di politici e governanti che hanno portato al caos, cosìcché le persone devono spostarsi per sopravvivere”: lo ha detto Sua Ecc. Mons. José Raúl Vera López, Vescovo di Saltillo , durante la Messa celebrata sabato 14 febbraio per i 20 anni di vita del gruppo. Guidate da Norma Romero Vazquez e da sua madre, Leonila Vázquez, queste 15 donne stanno in piedi a fianco dei binari del treno chiamato “La Bestia” ad Amatlán de los Reyes, Veracruz, per offrire cibo e acqua ai migranti che attraversano in treno questa regione in transito verso gli Stati Uniti.
La nota inviata a Fides da una fonte locale informa che per celebrare questi 20 anni di servizio volontario gratuito, si sono riuniti attivisti e difensori dei diritti umani provenienti da tutto il paese, come padre Alejandro Solalinde ; Fray Tomás González, da Tenosique, Tabasco; Prisiliano Peraza, di Sonora; Leticia Valderrama, Ruben Figueroa e Martha Sanchez Soler, coordinatori del Movimento Migranti.
Mons. Vera López, che ha celebrato la Messa lungo i binari, dove il gruppo svolge la sua attività umanitaria, ha concluso con queste parole: “Dio vuole che tutti possano mangiare tutti i giorni, e queste donne lo sanno. Ecco perché quando i migranti passano da qui, cercano di dar loro da mangiare. Il fatto di essere nato in un posto dove le cose sono molto disastrate, non giustifica il rimanere senza mangiare”.
Gli emigranti che viaggiano sul treno “La bestia” sembra raggiungano le 20 mila unità ogni anno. Molti di loro vengono derubati e addirittura sequestrati. Nello stato di Veracruz c’è un tasso altissimo di violenza contro i migranti: solo nel 2014 sono state registrate ufficialmente 157 vittime di sequestro, ma ci sono tanti altri casi che non vengono denunciati alle autorità. Il gruppo “La Patrona” nel 2013 ha ricevuto, per il suo contributo sociale, il premio Nazionale per i Diritti Umani.

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