Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

internetday tricolore: 30 anni di Internet

Il Ventuno

IL DOVERE DI INFORMARE, IL DIRITTO AD ESSERE INFORMATI

Il 30 aprile del 1986 l’Italia per la prima volta si è connessa ad Internet: il segnale, partito dal Centro universitario per il calcolo elettronico (CNUCE) di Pisa, è arrivato alla stazione di Roaring Creek, in Pennsylvania. Quella prima connessione era la fine del progetto di un gruppo di pionieri; ed è stato l’inizio di una storia nuova. Trenta anni dopo, il 29 aprile fino a notte, faremo in tutta Italia un Internet Day: per ricordare le gesta di chi ci ha creduto per primo; e per prendere da lì tutto lo slancio necessario a chiudere la partita iniziata allora. Banda ultrarlarga, competenze digitali, servizi digitali per tutti: è ora di accelerare. Come fecero 30 anni fa.

Grazie al lavoro di Stefano Trumpy, Luciano Lenzini e Antonio Blasco Bonito al Cnuce di Pisa il nostro Paese si collegò ad Arpanet. Era l’inizio di una rivoluzione «che allora non potevamo comprendere». L’Italia era all’avanguardia, ora è indietro.

L’ingegnere, il fisico e l’informatico. Tutti con l’accento toscano. Nell’immaginario collettivo, rinforzato dal post su Facebook del premier Renzi che presentava a fine marzo l’Internet Day, sono i tre pionieri che il 30 aprile 1986 hanno collegato l’Italia alla rete. Stefano Trumpy (Livorno) allora era direttore del Cnuce, il Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico creato dal Cnr nel 1965, Luciano Lenzini (Pisa) era il responsabile dei calcolatori e delle reti e Antonio Blasco Bonito (Massa Carrara) il sistemista di rete, l’uomo del software.

A trent’anni di distanza tutti e tre ricordano quel momento con una certezza comune: «Non avevamo capito l’importanza di quello che stavamo facendo, di quanto Internet avrebbe poi cambiato il mondo».

Visite: 1084
   Invia l\'articolo in formato PDF   

Lascia un commento