Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

AFRICA/SUDAFRICA – “La xenofobia rischia di riportarci ai tempi dell’apartheid”

Johannesburg – “Se gli ingiustificati attacchi violenti contro migranti e rifugiati non si fermano, i sudafricani corrono il rischio di diventare come gli oppressori dell’era dell’apartheid” avverte Sua Ecc. Mons. Buti Tlhagale, Arcivescovo di Johannesburg in un messaggio sull’ondata di violenza xenofoba che colpisce migranti, rifugiati e lavoratori provenienti dai Paesi africani limitrofi.
“Gli attacchi xenofobi sono diventati così violenti e frequenti che i membri del corpo diplomatico hanno ritenuto necessario chiedere una spiegazione al Ministro degli Affari Esteri” sottolinea Mons. Tlhagale. “Gli attacchi ai migranti non possono essere ridotti all’hooliganismo, perché sono chiaramente alimentati da sentimenti anti-stranieri. Se questi attacchi dovessero continuare si manifesteranno tensioni tra il Sudafrica e gli altri Paesi africani” sottolinea l’Arcivescovo. “Se le violenze continuano a dominare le relazioni dei migranti e della popolazione locale, i sudafricani che vivono in diversi Paesi africani non dovrebbe sorprendersi il giorno in cui verranno individuati, attaccati o perseguitati a causa dell’intolleranza e del risentimento mostrato ai migranti nel loro Paese d’origine”.
Mons. Tlhagale ricorda che “i migranti provenienti da Lesotho, Malawi e Mozambico sono impiegati nel settore minerario da decenni” e che “i migranti portano competenze nell’economia”. Inoltre vi sono migranti che “gestiscono imprese dando lavoro anche alla popolazione locale”. “Il contributo dei migranti all’economia è quindi significativo” rimarca Mons. Tlhagale.
Ma l’apporto dei migranti al Sudafrica va oltre all’aspetto economico. “I migranti portano con loro la passione per il successo, l’operosità, la diversità culturale e il senso di apertura al mondo in contrasto con il nazionalismo e il gretto isolazionismo” ricorda l’Arcivescovo di Johannesburg, secondo il quale “i migranti mostrano una ricca diversità culturale sotto forma di costumi, tradizioni, moda, musica e arte”.
Ricordano che i giovani in Sudafrica sono sempre stati l’avanguardia delle lotte per la giustizia sociale, Mons. Tlhagale denuncia “il loro silenzio assordante” sulla xenofobia. “Le loro voci profetiche sembrano essere state attenuate in un momento in cui il loro sostegno e la loro solidarietà avrebbero fatto una differenza significativa. La virtù dell’ospitalità tra i sudafricani è attualmente una risorsa scarsa” conclude.

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