Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

AFRICA/KENYA – Il disarmo, primo passo per risolvere i conflitti pastorali transfrontalieri

Nairobi – “Non resteremo più in silenzio. Non resteremo più esitanti e non saremo più timorosi. Ci impegniamo a sottolineare la sofferenza causata dalle armi leggere nella vita quotidiana della nostra gente” hanno affermato i Vescovi partecipanti alla sesta Conferenza inter diocesana annuale sulla pace transfrontaliera e l’evangelizzazione che si è tenuto presso il centro pastorale Santa Teresa di Turkana, nel nord del Kenya.
I partecipanti, provenienti da Kenya, Uganda, Etiopia e Sud Sudan, hanno affrontato il problema dei conflitti transfrontalieri che interessano i loro Paesi, originati dalle razzie di greggi commessi da bande dotate di armi da guerra. I Vescovi hanno lanciato un appello per un’azione volta al progressivo disarmo dei pastori che vivono lungo i confini dei quattro Stati, con il coinvolgimento delle autorità nazionali e locali e di diverse organizzazioni della società civile.
Perché il disarmo avvenga in modo pacifico occorre prima creare un clima di fiducia, di collaborazione e di rispetto e di protezione della vita da parte delle comunità locali, delle organizzazioni della società civile, delle diverse confessioni religiose e dei governi.
Pur riconoscendo gli sforzi dei governi del Kenya, dell’Uganda, del Sud Sudan e dell’Etiopia nelle loro continue iniziative di costruzione della pace a livello nazionale e transfrontaliero, i Vescovi hanno chiesto ai governi della regione di assumere un ruolo guida nel sensibilizzare le comunità pastorali sulla necessità di abbracciare la coesistenza pacifica e il disarmo. In particolare “i governi dovrebbero fornire mezzi di sussistenza alternativi o complementari alle persone che vivono nelle aree interessate dai conflitti”.
I Vescovi hanno infine ribadito l’impegno “come Chiesa cattolica nell’adempimento del nostro mandato di evangelizzazione e cura pastorale. Comprendiamo che il nostro lavoro include la trasformazione della mente e del cuore dei membri delle nostre comunità parlando alle loro coscienze. Abbiamo il compito di sostenere il rispetto per la vita umana e di promuovere la convivenza pacifica”.
Secondo il Regional Center for Small Arms , nella regione di confine tra Uganda, Sud Sudan, Kenya ed Etiopia, vi sono 8 milioni di armi leggere in mano ai civili sui complessivi 36 milioni detenute da civili in tutta l’Africa.

Powered by WPeMatico

Visite: 28
   Invia l\'articolo in formato PDF