Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

AMERICA/NICARAGUA – Situazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali: terza valutazione dell’UPR

Ginevra – L’assassinio di 325 nicaraguensi da parte del regime di Daniel Ortega, dal 18 aprile 2018, la tortura dei prigionieri politici e i brutali attacchi contro la libertà di espressione, sono stati documentati ieri da organizzazioni nazionali e internazionali per i diritti umani come dalle delegazioni diplomatiche, nell’ambito della valutazione del Nicaragua da parte dell’Annual Periodic Review , al Palazzo delle Nazioni, a Ginevra.
L’UPR è stato creato dall’Assemblea generale dell’ONU il 15 marzo 2006, ed è uno degli elementi chiave per ricordare agli stati la loro responsabilità nel rispettare tutti i diritti umani e le libertà fondamentali. L’UPR si svolge ogni quattro anni e consiste nella valutazione del rispetto dei trattati, degli accordi e delle leggi firmate dai paesi membri dell’ONU, nonché del seguito dato alle raccomandazioni formulate dalle diverse nazioni. Le tre relazioni alla base dell’UPR sono: una relazione ufficiale presentata dallo Stato valutato, la compilazione di relazioni da parte di esperti e gruppi di lavoro internazionali, comprese le missioni diplomatiche delle Nazioni Unite, e le informazioni fornite dalle organizzazioni per i diritti umani, a livello nazionale e internazionale.
Il Nicaragua è uno dei 14 stati esaminati per la terza volta dal gruppo di lavoro UPR: la prima e la seconda revisione si sono svolte nel febbraio 2010 e nel maggio 2014. Nel 2014 lo Stato del Nicaragua aveva accettato 161 raccomandazioni, “molte delle quali continuano ad essere particolarmente rilevanti nel contesto dell’attuale crisi”, secondo l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite. “La situazione rispetto all’ultima valutazione è cambiata drasticamente ed è prevista una valutazione rigorosa per le molteplici violazioni dei diritti umani che il popolo del Nicaragua sta vivendo” ha spiegato una fonte diplomatica alla stampa internazionale.
Le organizzazioni per i diritti umani, con sede a Ginevra, hanno riferito in via preliminare di aver ricevuto più di 60 relazioni, dozzine di denunce e appunti sulla situazione dei diritti umani nel paese sotto il presidente Ortega.
Fides ha ricevuto l’intervento del rappresentante vaticano, l’Arcivescovo Ivan Jurkovic, Osservatore Permanente della Santa Sede all’ONU, che ha dichiarato: “La Santa Sede auspica che le parti che partecipano al tavolo di dialogo riescano a continuarlo, per trovare una soluzione alla situazione attuale. La Santa Sede s’impegna, insieme alla Chiesa cattolica locale, a collaborare con le istituzioni per assicurare la pace in tutto il Nicaragua”.
Quindi l’Arcivescovo ha fatto alcune raccomandazioni: “Offrire una istruzione pubblica ai bambini, in modo particolare, a quelli che vivono nella zone rurali. La polizia, l’esercito e le istituzioni della giustizia devono rispettare la legge, limitando le attività delle forze militari alla sicurezza. Non ci siano maltrattamenti nelle carceri. Si rispetti il diritto al raduno pubblico e alla libertà di stampa. Sia garantita l’assistenza sanitaria per tutti, senza esclusione per motivi politici, e sia rispettata la libertà del personale sanitario”.
Il gruppo di lavoro UPR intende approvare le raccomandazioni al Nicaragua domani, 17 maggio, e si prevede che il risultato di questo esame sarà reso noto durante la 34a sessione del Consiglio dei diritti umani, nel prossimo novembre.

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