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EUROPA/ITALIA – “Dio, nostro Padre, dona la libertà a padre Pierluigi”: veglia di preghiera nel paese natale di padre Maccalli

Madignano – “Ogni giorno, nella diocesi di Niamey, alla fine di ogni Messa, preghiamo per la liberazione di padre Gigi Maccalli. L’Arcivescovo Laurent Lompo ha composto una preghiera per lui che recitiamo da settembre scorso, dal momento del suo rapimento”. A parlare all’Agenzia Fides è padre Vito Girotto, confratello di p. Gigi, in missione a Makalondi che si trova a 25 km da Bomoanga dove è stato rapito p. Pierluigi 8 mesi fa, il 18 settembre 2018. Quella preghiera viene letta in assemblea questa sera, 17 maggio, durante la veglia che si tiene a Madignano , paese natale di p. Maccalli. P. Girotto traduce a Fides il testo della preghiera: “Dio nostro Padre, tu ci chiami alla libertà, il tuo Figlio Gesù si è sottomesso alla sofferenza per togliere il peccato del mondo, accorda al tuo servitore Pierluigi detenuto in prigione, la libertà che tu hai voluto dare a tutti i tuoi figli. Dona al nostro tempo la grazia della pace, te lo chiediamo per Gesù Cristo nostro Salvatore e nostro Signore. Nostra Signora del perpetuo Soccorso, soccorrici. San Michele Arcangelo, proteggici”.
P. Vito aggiunge: “Noi in Niger crediamo che p Gigi sia vivo ma dove sia non lo sappiamo. Pensiamo comunque che non sia in Niger ma in un altro paese del Sahel. Conoscendo Gigi, per aver collaborato con lui in Italia e in Niger, posso pensare che, con la sua serenità e la sua capacità di vedere le persone e gli avvenimenti secondo il piano di Dio, sarà capace, sostenuto dalla nostra preghiera, di parlare con chi lo sorveglia e manifesterà la sua volontà di dialogare e di capire perchè sono arrivati a quel gesto che lo ha sottratto alla sua amata missione di Bomoanga”.
Il missionario ricorda: “Sono passati otto mesi da quella sera del lunedì 17 settembre scorso, quando ho ricevuto una telefonata, verso le 22 e 15, da p. Dass Arokya che, a voce bassa, mi diceva che dei banditi avevano sparato in aria ed erano entrati in casa di p. Pierluigi Maccalli probabilmente per derubarlo. Dieci minuti più tardi mi diceva che l’avevano obbligato a seguirlo su una grossa moto dove c’era posto per tre persone: due assalitori con in mezzo il nostro padre. Da quella sera anche io ho dovuto lasciare Makalondi perché, secondo la polizia, non c’era più sicurezza per gli europei in tutta la zona. Arrivato la notte stessa a Niamey ho dovuto adattarmi alla nuova situazione. Pensando alle condizioni di vita di p. Gigi, come lo chiamiamo affettuosamente, ho cercato, insieme agli altri confratelli, di tenere viva la memoria nella preghiera: pensiamo e speriamo che sia ancora vivo”.
Padre Girotto prosegue: “Alla preghiera composta dal nostro Arcivescovo Laurent ogni mese ne aggiungiamo un’altra, speciale. A marzo, due Pastori protestanti e due giovani di Bomoanga hanno ricordato p. Pierluigi missionario che aiutava tutti indistintamente e particolarmente i bambini malnutriti e ammalati; ad aprile la Via Crucis del venerdì santo ha presentato in filigrana la via crucis di chi la precorreva da sette mesi; a maggio è in programma una preghiera ecumenica con i musulmani, che non so se sarà possibile realizzare, tenuto conto del clima di grande insicurezza, accresciuta dall’inizio del Ramadan. Questa preghiera assidua e corale tra cristiani ed altri credenti ci ricorda che ci sono decine di altre persone nigerine rapite alla frontiera con la Nigeria. Sono donne, bambini, e uomini di religione musulmana di cui non conosciamo il nome ma che soffrono per la mancanza di libertà. Sappiamo che i più deboli tra loro sono schiavizzati. Con tutti i segni di violenza e di morte che arrivano dal vicino Burkina Faso e dagli ultimi attacchi terroristi in Niger, il clima di paura è aumentato ma non è diminuita la speranza della liberazione di tutti gli ostaggi del Sahel”.
“La preghiera che la Chiesa dei primi cristiani faceva per la liberazione di Pietro – conclude il sacerdote e missionario della SMA – noi la presentiamo qui, per tutte quelle persone che sono prive di libertà. Nella lunga notte della detenzione di Pietro, la forza della preghiera incessante della Chiesa sale a Dio e il Signore ascolta e compie una liberazione impensabile e insperata, inviando il suo angelo. Oggi rivolgiamo nuovamente questa supplica al Signore, perché salvi padre Pierluigi”.

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