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EUROPA/SPAGNA – Giornata delle vocazioni native: il futuro della Chiesa, nelle missioni e nel mondo

Madrid – Domenica 12 maggio, Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, si celebra in Spagna anche la “Giornata delle vocazioni native”, dedicata a sostenere le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata nate nei territori di missione. “Molto spesso le vocazioni native hanno serie difficoltà a proseguire la formazione a causa dei problemi economici. La Giornata delle vocazioni native è una nuova opportunità per aiutarle con la nostra preghiera e le nostre donazioni, e quindi aiutare il futuro della Chiesa universale” è scritto nei sussidi per l’animazione della Giornata inviati a Fides dalle Pontificie Opere Missionarie della Spagna.
“Questi giovani e queste giovani hanno ricevuto il Vangelo dalle mani dei missionari, e sono il segno che la fede ha messo radici nelle culture, rappresentano il futuro della Chiesa nelle missioni” si sottolinea. Attualmente un sacerdote che opera nei territori missionari deve prendersi cura del doppio delle persone della media universale, nonostante il numero delle vocazioni native sia notevolmente aumentato: da 46.332 a 88.138 negli ultimi 30 anni, praticamente raddoppiato. Se si analizza poi il numero di seminaristi per milione di cattolici, si nota che le vocazioni sono più frequenti in Asia e in Africa . L’Europa e l’America occupano le ultime posizioni.
Promossa dalla Conferenza episcopale spagnola, dalla Conferenza spagnola dei religiosi e da quella degli istituti religiosi e dalla Direzione nazionale delle Pontificie Opere Missionarie attraverso la Pontificia Opera di San Pietro apostolo, la Giornata di quest’anno prende come tema l’esortazione di Papa Francesco ai giovani durante la Giornata Mondiale della Gioventù di Panama: “Dì Sì al sogno di Dio”.
Nella lettera di presentazione della Giornata, i promotori scrivono: “Sarebbe terribile se Dio non potesse realizzare il suo piano di salvezza per mancanza di ascolto e generosità da parte nostra… Dire ‘sì’ al sogno di Dio non è semplicemente rispondere affermativamente al Signore per un progetto personale, ma accettare con gioia e dedizione la possibilità che Dio si serva di noi per costruire il suo Regno. Pertanto, la responsabilità è ancora più grande: nelle nostre mani c’è il potere di contribuire, con Dio, a portare la salvezza, la sua salvezza, al nostro mondo. Questa è la vocazione e questa è la risposta dell’uomo a Dio: dire “sì” al suo sogno, al suo progetto di amore per te, per me, per la società, per il mondo. Una vocazione che concretizziamo nel ministero sacerdotale, in diverse forme di vita consacrata – istituti religiosi, secolari, ordo virginum, nuove forme di vita consacrata, vita contemplativa – e nella dedizione missionaria”.

Link correlati :Sussidi e materiale per la Giornata

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