Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

AMERICA/MESSICO – I Vescovi dopo l’accordo Messico-Usa: “i fratelli migranti non devono mai essere moneta di scambio”

Città del Messico – “Come Conferenza dell’Episcopato messicano, esprimiamo la nostra preoccupazione per la mancanza di una accoglienza veramente umanitaria ai nostri fratelli migranti che rifletta le nostre convinzioni riguardo al riconoscimento e alla protezione dei diritti di tutti gli esseri umani allo stesso modo”. Così inizia il messaggio dei Vescovi messicani dopo l’accordo tra Stati Uniti e Messico in materia di dazi e politica migratoria , firmato dal Presidente e dal Segretario generale della Conferenza Episcopale Messicana , rispettivamente l’Arcivescovo di Monterrey, Mons. Rogelio Cabrera Lopez, e il Vescovo ausiliare di Monterrey, Mons. Alfonso Miranda Guardiola.
Il dispiegamento di seimila effettivi della Guardia Nazionale sul confine meridionale “non è una soluzione radicale che affronta le vere cause del fenomeno migratorio” affermano nel testo pervenuto a Fides, evidenziando: “se abbiamo rifiutato come messicani la costruzione di un muro, non possiamo diventare noi stessi quel muro”.
Riconoscendo la legittimità di “prendere decisioni coraggiose per evitare l’imposizione di tariffe sui prodotti messicani commerciati con gli Stati Uniti”, che produrrebbero danni economici gravi al paese, i Vescovi incoraggiano i responsabili dei negoziati, “affinché il dialogo continui ed esprima i valori fondamentali di due paesi democratici: il rispetto per i diritti umani, la solidarietà tra i popoli e il lavoro per il bene comune della nostra regione”.
“In questo momento storico – proseguono -, il governo e la società non devono rinunciare a promuovere lo sviluppo umano integrale per l’America centrale e il sudest messicano”. Il Messico “non è isolato, deve costruire, insieme ai paesi dell’America centrale, una strategia che serva il bene comune della regione”. “I nostri fratelli migranti non devono mai essere moneta di scambio. Nessun negoziato deve essere collocato al di sopra di ciò che la Chiesa e la società civile hanno difeso per anni: la non criminalizzazione dei migranti e dei difensori dei diritti umani”.
Il messaggio ricorda che migliaia di migranti cercano di arrivare negli Stati Uniti in fuga dalla violenza e dalla miseria dei loro paesi, molti altri sono arrestati e deportati in Messico, ora ancora di più uin base al programma unilaterale americano, secondo cui migliaia di centroamericani attenderanno in Messico una soluzione del loro status di immigrati, esposti a gravi rischi nelle città di confine messicane e impedendo il loro pieno accesso all’assistenza legale. “Come membri della famiglia umana non possiamo essere indifferenti al dolore che molti di loro vivono e che richiede il nostro aiuto umanitario e il rispetto senza restrizioni dei loro diritti umani”.
“La Chiesa cattolica in Messico è convinta che sia necessaria una giusta politica migratoria che, da un lato, garantisca un transito di persone libero e ordinato, regolato e responsabile; e d’altra parte vegli sugli interessi legittimi dei membri della nostra nazione. Allo stesso modo, siamo convinti che i messicani debbano essere uniti nell’affrontare questa e altre sfide globali. L’unità dei messicani non deve essere costruita separatamente dalla fraternità tra i popoli. Siamo tutti paesi complementari e interdipendenti”.
I Vescovi chiedono formalmente ai governi del Messico e degli Stati Uniti di “privilegiare sempre il dialogo e il negoziato trasparente nelle relazioni bilaterali, senza cadere nella facile tentazione del ricatto o della minaccia. Il bene di ogni paese si costruisce garantendo il bene dell’intera regione. Non c’è futuro se non camminiamo insieme come fratelli quali siamo, solidali e corresponsabili”. I Vescovi messicani e nordamericani hanno sempre espresso la disponibilità a collaborare “con tutte le iniziative che permettano di trovare un percorso di maggiore sicurezza e protezione dei diritti umani di coloro che emigrano”, e ribadiscono che è loro dovere “alzare la voce quando i diritti umani vengono violati. Così è sempre stato e sarà in futuro”.
I Vescovi messicani riaffermano la volontà di “fornire ai migranti l’aiuto umanitario di cui hanno bisogno nel loro transito attraverso il nostro territorio nazionale”; ringraziano migliaia di uomini e donne della Chiesa cattolica, di altre chiese e della società civile, che per decenni hanno difeso i diritti fondamentali dei migranti in Messico, Stati Uniti, e Centro America; chiedono ai fratelli e sorelle migranti di “integrarsi con rispetto nelle comunità in cui vengono accolti”. Il messaggio dei Vescovi messicani si conclude con una invocazione allo Spirito Santo, perché illumini “le autorità civili delle nostre nazioni per prendere le decisioni più sagge e autentiche per i nostri popoli”.

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