Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

AFRICA/CONGO RD – Un missionario denuncia: “Nell’Est la popolazione è allo stremo”

Bukavu – “Nell’Est della Repubblica Democratica del Congo la vita è durissima. Si tocca con mano la miseria. La gente è allo stremo. I giovani vogliono fuggire”. Lo racconta all’Agenzia Fides p. Alberto Rovelli, missionario bergamasco 77enne dei Padri Bianchi, da più di cinquant’anni è missionario in Africa. Dopo anni in Africa occidentale, nel 2017 è stato inviato a Bukavu, nella Rd Congo. Qui si è scontrato con una situazione complessa e difficile. “L’Est del Congo è ricchissimo. Sulle miniere di questa regione si sono scatenati gli appetiti degli Stati confinanti e dei politici congolesi corrotti. La lotta per accaparrarsi i giacimenti è agguerrita. Spesso si scatenano scontri furibondi che fanno decine di morti. Ricordo che solo nei combattimenti di Natale 2018 le vittime sono state più di 160”, spiega.
La regione è instabile, teatro di dispute continue. “L’ex presidente Joseph Kabila – osserva padre Alberto – formalmente ha lasciato il potere, ma sembra che, nei fatti, ancora governi gli equilibri di potere. Qui si mormora che, in passato, Kabila abbia fatto un patto scellerato con il Ruanda promettendo, in cambio di sostegno, mano libera nella regione orientale congolese. Si teme che l’attuale instabilità e le interferenze ruandesi siano figlie di quella promessa”.
La popolazione è stremata. Non c’è lavoro, non ci sono prospettive per il futuro. La miseria è diffusa. “I padri di famiglia non hanno lavoro – ripete il missionario – e non possono mandare i figli a scuola né permettersi l’assistenza sanitaria. Nei giorni scorsi una vedova è morta, lasciando sei orfani, perché non aveva i soldi per curarsi. Nel 2019 una cosa del genere non può e non deve accadere”.
Anche i giovani sono insofferenti: vedono il misero panorama intorno a loro e lo confrontano con l’immagine ricca e opulenta che arriva, tramite la televisione o Internet, dell’Europa e del Nord America. Per questo i giovani sognano di emigrare. “Vedono Paesi ricchi con tante opportunità e così vogliono scappare. Noi cerchiamo di dissuaderli e di convincerli a rimanere, a far crescere la RD Congo. Non so se ci riusciamo. So che qui la gente vive un dramma infinito che affidiamo ogni giorno alle mani di Dio”.

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