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AMERICA/NICARAGUA – Il Costa Rica accoglie nelle sue scuole i bambini fuggiti dal Nicaragua

Jinotepe – Grazie alla generosità delle città di confine in Costa Rica, migliaia di bambini in fuga dalla crisi sociale e politica del Nicaragua sono potuti tornare in classe. Secondo la nota inviata a Fides dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati questi bambini non andavano a scuola da più di un anno, da quando cioè le loro famiglie sono state costrette a fuggire dal Nicaragua.
Sono tanti i bambini fra i 75 mila nicaraguensi fuggiti dal loro paese nel 2018, considerando che il gruppo maggiore si è diretto in Costa Rica per la vicinanza. Secondo l’Autorità per la migrazione del Costa Rica, nel mese di maggio 2019 circa 61.791 nicaraguensi hanno presentato domanda di asilo.
La situazione diventa ancora più complessa quando si considera che questi bambini non hanno certificati di studi o altri documenti scolastici, ma solo il certificato di nascita o a volte il passaporto. In Costa Rica la scuola elementare è gratuita e obbligatoria per tutti i bambini, indipendentemente dal loro status migratorio. In risposta all’ingente afflusso di nicaraguensi, molte scuole nel nord del paese hanno iniziato a semplificare i requisiti di accesso per consentire anche ai bambini sprovvisti di documenti di iscriversi.
L’UNHCR sostiene le scuole e le comunità di paesi e città come Los Laureles e Upala per iniziative volte a integrare gli studenti nicaraguensi. Attraverso donazioni di banchi, di sedie e di materiale scolastico, l’Agenzia Onu integra gli sforzi compiuti dalle autorità locali e dalla popolazione del Costa Rica. “La generosità dimostrata dal Costa Rica incarna lo spirito del Patto Globale sui Rifugiati” ha dichiarato Milton Moreno, rappresentante dell’UNHCR in Costa Rica. “Questi sforzi dimostrano che la solidarietà può essere messa in atto e servire da ispirazione per tutti noi”.
Intanto la tensione continua in Nicaragua, dove le comunità cattoliche hanno celebrato un anno dalla morte violenta di un grande gruppo, più di 30 manifestanti, avvenuta a Jinotepe, Diriamba e Carazo. Le forze di polizia presenti in gran numero non hanno lasciato concludere le espressioni popolari nel ricordo dei cittadini morti. Fides proprio un anno fa informava della presenza costante dei Pastori della Chiesa a fianco della popolazione in questi momenti di sofferenza: vedi Fides 10/07/2018.

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