Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

GRAN FINALE DI UMBRIA JAZZ 2019 ALL’ARENA SANTA GIULIANA CON LA CHRISTIAN MCBRIDE SITUATION, CENTO SFUMATURE DI NERO.

Di Francesco Cataldo Verrina

Umbria Jazz 2019, all’Arena Santa Giuliana si è concluso nella maniera più innaturale possibile, con un DJ Set, “DJ Reborn”, mentre il pubblico più attempato (anche una pletora di increduli addetti ai lavori) è sgattaiolato anzi tempo, mentre una torma di giovanissimi continuava a ballare e sudare sette camice; per contro dell’attesa Ms Lauryn Hill, ex-cantante dei Fugees, si erano perse le tracce. Poco male, la serata si è aperta all’insegna di una splendida performance da parte di Christian McBride e dei suoi compagni d’avventura: Ron Blake al sax , la pianista Patrice Rushen, già splendida protagonista della musica soul-disco anni ’80, oggi raffinata compositrice ed esecutrice, la portentosa cantante soul Allyson Williams e la sezione ritmica costituita da due programmatori di loop sequenze sonore, DJ Logic e Jahi Sundance Lake, i quali non hanno fatto sentire la mancanza di un vero batterista. Di certo, quello che abbiamo sentito è cosa altra rispetto al jazz tradizionale, una sorta di sapiente amalgama di tutti gli stili della black music, ma se vogliamo, il risultato finale è un accattivante acid jazz, dove il funk degli anni settanta e la street-culture marcano il territorio in maniera assai evidente. Christian McBride, bassista di talento tre volte vincitore del Grammy Award, classe 1972, è considerato un virtuoso dello strumento; soprattutto viene annoverato tra i più prolifici musicisti della sua generazione con circa 300 registrazioni all’attivo, in qualità sideman, realizzate prima dei 40 anni. I nomi del jazz con cui ha collaborato valgono già un passaporto per le stelle: Freddie Hubbard, Benny Golson, Milt Jackson, J.J.Johnson, Hank Jones, Joshua Redman,  Pat Metheny, Chick Corea, Ray Brown e John Clayton. Come band-leader ha già pubblicato ben 15 album.

Christian McBride Situation – Umbria Jazz 2019

La cosiddetta “Christian McBride Situation”, proposta questa sera all’Arena Santa Giuliana, è il risultato di una perfetta amalgama tra i vissuti precedenti, presenti e futuri della black music, filtrati attraverso l’esperienza di un musicista, non più giovanissimo, oggi ha 47 anni, ma con le antenne puntate su quelle che sono le evoluzioni della musica afro-americana, dove tutto si fonde alla perfezione in maniera trans-generazionale, dove ogni passaggio avviene in maniera naturale, senza calcolo o costruzione a tavolino. Scelte che solo i neri sanno fare, perché considerano unico ed inscindibile tutto il patrimonio culturale accumulato in due secoli di storia, sin dalla deportazione dall’Africa nelle Indie occidentali, a prescindere dalla separazione dei vari generi. Dunque se ami John Coltrane, devi amare anche Stevie Wonder, se ti piace Miles Davis deve piacerti anche James Brown o Michael Jackson. Non è disdicevole per Ron Blacke suonare il sassofono, con un’impostazione jazz e con una serie di progressioni armoniche degne della migliore tradizione bop, su dei loop campionati da DJ, senza una vera batteria, mentre Allyson Williams emette potenti vocalizzi che ricordano più che Ella Fitzgerald l’house-music di Chicago ed infiammano la platea gremita da giovanissimi. Il prode McBride imbraccia, a seconda delle situazioni, il vecchio contrabbasso jazz o un roboante basso elettrico in puro stile funk-fusion, mentre Patrice Rushen lascia il classico pianoforte per inerpicarsi su una pila di tastiere, su cui giocherella con il distorsore riproducendo i suoni acidi di Sly And The Family Stone o dei Funkedelic. Non c’è l’atmosfera del Vanguard, ma l’arena Santa Giuliana si trasforma, per circa un’ora e mezza, nell’Apollo Theatre; c’è tutto il sangue, il sudore e la creatività del “popolo del blues”, soprattutto al gran finale, segnato da una versione acid-jazz-hip-hop della classica “Sex Machine” di James Brown. Questo è forse il futuro del jazz nell’epoca del web 4.0, almeno uno dei futuri possibili.

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