Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA – Il Vescovo nel distretto remoto di Menyamyan: “Ogni battezzato è missionario”

Lae – Mostrare attenzione, cura, amore e solidarietà alle famiglie e alle comunità indigene che vivono la loro fede nel remoto distretto di Menyamyan; riflettere sul senso del battesimo e della missione di ogni cristiano: con questo spirito il Vescovo Rozario Menezes SMM , alla guida della diocesi di Lae, ha fatto visita alle piccole comunità cattoliche residenti nel distretto di Menyamya che si trova nella Papua Nuova Guinea, appartenente alla Provincia di Morobe, dove vivono circa 85.000 persone.
In quel remoto distretto la presenza della Chiesa cattolica è visibile tramite una scuola elementare e centro Caritas di aiuto e solidarietà. Come appreso dall’Agenzia Fides, il Vescovo monfortano ha visitato nei giorni scorsi le piccole comunità cattoliche locali esortandole a “pregare e prepararsi a celebrare la Giornata Missionaria Mondiale e al Mese Missionario Straordinario dell’Ottobre 2019” e ad “aiutare sempre chi è nel bisogno”.
Il Vescovo Rozario ha osservato che, in distretti così remoti come Menyamyan, vi sono spesso difficoltà nel “comprendere e vivere l’essenza del battesimo cristiano” e ha invitato i fedeli a “non perdere di vista lo scopo della loro vita e della loro missione”: “Il pericolo è che iniziare sottilmente a vivere secondo pratiche religiose, piuttosto che essere come Gesù. Non dimentichiamo che Dio ci adotta come suoi figli attraverso il battesimo. Piuttosto che rimanere fermi nel confort della nostra vita cristiana, ricordiamoci che dovremmo diventare come Cristo. Il battesimo cristiano è un punto di inizio, non di arrivo, ed è la sorgente della missione”, ha sottolineato.
La visita del vescovo è stata per il popolo di Menyamyan un occasione per per riflettere su alcuni punti evidenziati dal tema del Mese Missionario Straordinario dell’ottobre 2019, cioè “Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo”. “La missione non è opera del cristiano ma è opera di Cristo stesso. Se la nostra missione cristiana non fluisce da e verso l’adorazione del Verbo Incarnato, stiamo solo correndo senza meta, confidando sull’opera umana che è sempre limitata e debole”.
Il Vescovo ha concluso: “Gesù Cristo ha vissuto una vita piena, coinvolgendo e donando tutto se stesso. La sua missione era completamente incarnata nel mondo. Divenendo il Verbo Incarnato, ha voluto ammaestrare gli uomini avvicinandosi a loro, diventando uno di loro, condividendo il loro ambiente e i loro problemi. Così ha reso gli uomini come Lui e ci ha donato la via dell’imitazione di Cristo come via di santità. Questa vita vera, questa vita divina noi la comunichiamo e la doniamo al mondo. Questo è il senso della missione”.

Powered by WPeMatico

Visite: 82
   Invia l\'articolo in formato PDF