Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

UMBRIA JAZZ, QUANDO L’ELEGANZA DIVENTA FORMA E SOSTANZA.

Di Francesco Cataldo Verrina

Perugia, Sabato 20 Luglio 2018 – Atmosfera molto soffusa oggi pomeriggio al Teatro Morlacchi per Umbria Jazz. Tre impeccabili professionisti con una lunga storia dietro le spalle: Dado Moroni il pianista italiano più apprezzato all’estero negli ultimi vent’anni; Eddie Gomez, già contrabbassista di Bill Evans e componente degli Steps Ahead, uno dei gruppi jazz e fusion più rinomati negli anni ’80, elemento che lo accomuna al batterista Peter Erskine, il quale fece parte anche dei Weather Report. Il pubblico è molto rilassato ed attempato, tipicamente da teatro; gente che cerca nel jazz l’emozione ed il cervello e non i muscoli e l’impeto “negroide”.

Il programma è molto rievocativo, si parte con Fats Waller e Duke Ellingnton, poi alcune personali composizioni, meno d’impatto ed in verità lievemente stucchevoli, ma la bravura dei musicisti compensa il limite creativo; del resto in performance del genere c’è molta rappresentazione e poca proposizione, al massimo riproposizione. Segue un omaggio agli Steps Ahead, e qui il compassato pubblico si scalda, soprattutto infiamma ancora la platea il ricordo di Don Grolnik, pianista del gruppo prematuramente scomparso a soli 48 anni, di cui Dado Moroni racconta di essere stato molto influenzato; quindi un omaggio a Bill Evans. Gran finale con un accattivante pezzo blues di Duke Ellingnton, perché sottolinea Dado Moroni: “per me non esiste jazz senza blues”. E su questo mi trova perfettamente d’accordo. Un’unica nota dolente. In queste collaborazioni ad usum delphini si percepisce l’impressione che i vari personaggi si mantengano troppo frenati per non eccedere e calpestare i calli ai sodali. Un minimo di energia in più avrebbe reso il concerto meno manieristico e più stuzzicante, ma Umbria Jazz è anche questo.

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