Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

La cheratocongiuntivite da adenovirus (EKC)

Human eye cross section

La cheratocongiuntivite da adenovirus (epidemica – EKC)

L’adenovirus
umano (HAdV) è un virus di medie dimensioni (90–100 nm) con un nucleocapside
icosaedrico contenente un genoma del DNA a doppio filamento. Il suo nome deriva
dal suo iniziale isolamento dalle adenoidi umane nel 1953. E’ un virus  ubiquitario che infetta vari parti del corpo umano
dove sono presenti le cellule mucoepiteliali. Infetta molti vertebrati e
nell’uomo sono stati trovati oltre 50 diversi sierotipi adenovirali che causano
una vasta gamma di malattie, da lievi infezioni respiratorie nei bambini
piccoli (noto come raffreddore comune), a malattie multiorgano potenzialmente
letali in persone con un abbassamento delle funzioni sistema immunitario.  

Le congiuntive sono fra le sedi primarie di infezione, ma questo virus infetta spesso anche il tratto urogenitale, l’apparato respiratorio ed è responsabile di alcune malattie acute febbrili intestinali e delle ghiandole salivari. La morbilità è più alta nella popolazione pediatrica e nei pazienti immunodepressi.

La congiuntivite da adenovirus

Tipici segni della congiuntivite da adenovirus: iperemia di tutto l’occhio, edema palpebrale, lacrimazione abbondante, sensazione di corpo estraneo, dolorabilità dei linfonodi preauricolari
Tipici segni della congiuntivite da adenovirus: e’ qui evidente oltre l’iperemia, la chemosi (gonfiore acquoso, edema) della congiuntiva
la EKC è una congiuntivite follicolare con possibilità di formazione di pseudomembrane come si vedono in questo bambino
Tipici segni della congiuntivite da adenovirus: è presente sempre un’abbondante lacrimazione che determina una secrezione giallastra al canto interno, ma non mucopurulenta come nelle congiuntivite batteriche

La congiuntivite da adenovirus, spesso misconosciuta per la modesta sintomatologia, è la più comune causa di occhio rosso in tutto il mondo rappresentando il 75% delle congiuntiviti. Inizialmente si può manifestare come congiuntivite follicolare, ma può essere anche più severa con forme nodulari e pseudomembranose. E’ una malattia infettiva altamente contagiosa, tanto che spesso può provocare vere e proprie epidemie ed è causata da alcuni ceppi di adenovirus (cheratocongiuntivite epidemica – EKC HAdV 8, 19, 37 e 54). E’ spesso presente, nei dati anamnestici, un contatto, nei 15 gg precedenti l’insorgenza dei sintomi (arrossamento delle congiuntive, secrezione abbondante sierosa, febbre, mal di gola, raffreddore e dolenzia dei linfonodi sottomandibolari e del collo), con bambini con mal di gola, tosse e/o febbre. Nel 66% dei casi, oltre all’iperemia e all’abbondante lacrimazione dell’occhio, si associa una risposta linfonodale dei linfonodi preauricolari, che si riscontra come una dolorabilità alla pressione del linfonodo preauricolare). Si trasmette facilmente mediante la via “occhio-mano-occhio”, ma è possibile anche attraverso altre secrezioni del malato (colpi di tosse, muco nasale, lacrime e contatto diretto con fomiti infetti (indumenti, mani, lacrime, acqua, piscine scarsamente cloronizzate, etc) e contaminazione oro-fecale.

Infezioni periodiche da AdV si verificano in comunità affollate (scuole, asili), con i bambini che svolgono un ruolo di primo piano nel mantenimento e nella trasmissione del virus ad altri nel loro ambiente familiare.  Tipicamente bilaterale a differenza dell’erpetica, la congiuntivite da adenovirus, ha un periodo di incubazione varia dai 7 ai 15 gg ed evolve senza lasciare postumi nella quasi totalità dei casi nel giro di qualche settimana (media 16-18 gg).  In una bassa percentuale dei casi l’infezione congiuntivale può interessare la cornea con formazione della cheratite da adenovirus.

La cheratite da adenovirus (EKC)

Già dopo 3-4 gg dalla comparsa dei sintomi possono presentarsi degli infiltrati corneali diffusi e focali colorabili con fluorescina espressione della replicazione intraepiteliale del virus

Alla congiuntivite si può associare l’infezione corneale (cheratite) che può iniziare già 3-4 giorni dopo dalla congiuntivite. La cheratite EKC,  inizia come una forma di cheratite epiteliale fine e diffusa, colorabile con fluoresceina e rosa Bengala ed è causata della replicazione dell’AdV nell’epitelio corneale, determinando appunto focali aree di opacità che si protrae per 2-3 settimane. Molto raramente possono verificarsi casi di cheratite disciforme o di uveite anteriore. A differenza della cheratite erpetica non vi è nessun cambiamento della sensibilità corneale. Circa 2 settimane dopo l’iniziale manifestazione clinica di EKC, si possono osservare  nello stroma anteriore della cornea, infiltrati multipli subepiteliali,  che si presentano come focali nubecole (opacità) della cornea.  Dall’epitelio infatti l’infezione può coinvolgere la parte anteriore dello stroma con interessamento dei cheratociti qui presenti determinando reazione immunitaria focale da accumulo di linfociti, macrofagi, monociti e fibroblasti attivati in risposta ai cheratociti corneali infetti da AdV che clinicamente si presenta  come opacità nummulari nello stroma anteriore con cornea non colorabile. Queste opacità possono persistere per settimane, mesi sino ad anni sono responsabili di disturbi visivi come diminuzione del visus, abbagliamento, fotofobia e astigmatismo irregolare.

Precauzioni e trattamento

Sebbene la congiuntivite adenovirale sia auto-limitante e, come detto, è della durata di 2-3 settimane, una terapia mirata è in grado di fornire sollievo ai sintomi, nonché abbreviare la durata dell’infezione. I pazienti con infezione oculare adenovirale sono altamente contagiosi nelle prime 2 settimane dalla comparsa dei sintomi e poiché AdV è un virus che può sopravvivere oggetti inanimati per diverse settimane dopo la contaminazione (compresi i colliri utilizzati), è importante informare il paziente di osservare, in questo periodo, la massima igiene delle mani (lavaggio delle mani prima e dopo le medicazioni) e della regione perioculare (non condividere asciugamani e federe) e ridurre il contatto ravvicinato del volto (baci e abbracci) con i parenti. Non esiste un farmaco tollerabile specifico per l’AdV tuttavia, farmaci antivirali, come il ganciclovir e il cidofovir, hanno dimostrato una certa efficacia nel trattamento di vari tipi di AdV negli studi in vitro. Lo Iodio-Povidone, un antisettico usato per la sterilizzazione della cute prima della chirurgia generale e oculare, offre un ampio spettro proprietà antimicrobiche per inibire vari batteri, virus, funghi e altri organismi ed il suo potenziale utilizzo nel il trattamento di AdV è stato ed è attualmente ancora oggetto di indagine. La potenziale efficacia dello iodio-povidone in combinazione con un corticosteroide topico è risulterebbe utile in quanto lo steroide fornisce sollievo sintomatico, mentre lo iodio-povidone distrugge il virus.

Dott. Carlo Benedetti.

Powered by WPeMatico

Visite: 125
   Invia l\'articolo in formato PDF