Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

“Suddenly It’s Spring”, il canto del cigno di Zoot Sims.

// Solo Vinile di Francesco Cataldo Verrina //

“Improvvisamente la primavera”, un squarcio improvviso di luce, nell’inverno dell’esistenza umana. Prendiamo questo titolo, “Suddenly It’s Spring”, come una metafora, perché qui Zoot Sims canta davvero i sentimenti umani, sospinto da una musa ispiratrice ed innalzando una sorta di peana musicale agli dei del Olimpo jazz. Il pathos è notevole ed il sassofono affonda come una lama nella carne viva. Non è certo un’esagerazione dire che questo sia il vero canto del cigno di Zoot Sims, il quale da lì a poco avrebbe abbandonato in silenzio e con il suo solito sorriso il mondo degli uomini.

“Suddenly It’s Spring” è uno degli ultimi album del sassofonista (ne usciranno altri due, ma non di questa portata) e del pianista Jimmy Rowles, pubblicato dalla Pablo Records nel 1984. Il disco nasce da una session registrata il 26 maggio 1983 presso gli RCA Studios di New York. Di certo, Zoot non se n’era stato con le mani in mamo nella sua lunga carriera, con oltre 100 dischi registrati come band-leader, anche se il suo nome ricorre poco frequentemente nelle cronache jazz. E’ vero Sims non è stato un innovatore o un rivoluzionario, ma possedeva una tecnica ed una quadratura musicale concessa a pochi. Il suo tenore sapeva sprigionare all’uopo un’irresistibile potenza di fuoco, ma al contempo muoversi e oscillare lentamente con un soffio tenue e delicato. Il suo miglior pregio era sempre stato quello di fare un lavoro “destruens-costruens” sulla melodia, anche con più soluzioni all’interno dello stesso brano. Struggenti le sue ballate, spesso tratte da musiche poco consuete in ambito jazz. Davvero un contrassegno saliente della sua personalità musicale lungo tutto l’arco dell’attività artistica.

Anche questo album contiene alcune ballate rielaborate in chiave jazz dal sassofonista tenore con la complicità del pianista Jimmy Rowles, in gran parte dimenticate, ma per fortuna dissotterrate dall’etichetta Pablo come un tesoro sepolto e ripubblicate in uno splendido vinile audiofilo da 180 grammi. La qualità della registrazione è superba. Il suono è eccezionalmente pulito e brillante, mentre la separazione tra gli strumenti è così netta che è possibile seguire chiaramente il basso e la batteria mentre creano le proprie linee sonore come singole trame di un arazzo.

Il pianista Jimmy Rowles, co-star della data, insieme al bassista George Mraz e al batterista Akira Tana, offre un solido supporto all’incantevole sassofono di Zoot Sims, sempre in vena di ricamare melodie come pochi. Rowles, con il suo stile deciso, eccentrico ed a volte pericolosamente dissonante, sembra stimolare la creatività di Sims. Il repertorio scelto enfatizza la liricità delle esecuzioni con un particolare accento sulle melodie.

Avvolto in un’atmosfera romantica e piacevole, sono molti i punti forza dell’album, tra cui la scelta di materiale insolito come “So Long” di Woody Guthrie, “Brahms….I Think” di Sims, “In the Middle of a Kiss” e i più noti “Never Let Me Go” e “Suddenely it’s Spring”, tutti esempi di sottile creatività. Significativa la presenza di Akira Tana, che dispensa una lezione di 44 minuti sull’arte del batteria jazz. Il suo modo di suonare risulta serrato, leggero e sempre consapevole di ciò che stanno facendo gli altri sidemen. Per sostenerli il batterista è decisamente abile nell’inventare le giuste variazioni ritmiche .

Non tutte i pezzi dell’album hanno un andamento notturno, il ritmo non manca. Se siete alla ricerca di standard jazz, tra le rarità non manca un’eccellente versione di “I Can’t Get Started”. “In The Middle Of A Kiss” dimostra l’abilità di Sims, la sua capacità di trasformare una semplice melodia in qualcosa di sublime; Rowles espone le sue variazioni in maniera decisa e tagliente, spogliando lo strumento degli inutili ricami, dei trilli, dei fronzoli e dei ghirigori che i pianisti a volte usano per esaltare il loro talento e riempire lo spazio. Con “Brahm’s… I Think” Sims e Rowles si appropriano di uno pezzo classico; Zoot usa un sax soprano che, a seconda della tonalità, ricorda un violino o un clarinetto. A differenza del timbro aperto del sax tenore, il suono del soprano è affilato, insistente e carico di emozioni. Sims apre la traccia, attenendosi alla partitura originale, presto il registro cambia, alternando jazz e ritmo latino, quindi il sassofonista inventa e tira fuori dalla campana due cori improvvisati, rivitalizzando la vecchia melodia. Rowles sviluppa una sequenza di improvvisazioni pianistiche, prestando particolare attenzione alla batteria di Akira Tana ed al basso di George Mraz; a questo punto la sezione ritmica si fonde in una sorta di assolo sincronizzato in trio. Non è un normale assolo di pianoforte con basso e batteria che fanno da sponda, ma è un trio inter pares, dove l’interazione è da accademia del jazz. Anche in “Never Let Me Go” ci sono due fasi improvvisative da manuale: dapprima Sims viene accompagnato da pianoforte, basso e batteria che suonano in doppio tempo, mentre il sax mantiene il ritmo originale; quindi Rowles, Tana e Mraz in trio, per cinquanta secondi, dimostrano che il miglior jazz ha bisogno di intelligenza, immaginazione, calore, amore per la melodia, ma soprattutto collaborazione e collegialità.

Vi basterà mettere sul giradischi “Suddenly It’s Spring”, e davvero sarà immediatamente primavera.

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