Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

AFRICA/MADAGASCAR – “Una popolazione abbandonata a se stessa. Papa Francesco ha ragione nel denunciare la corruzione” dice un missionario

Antananarivo – “La maggior parte della popolazione del Madagascar vive in una povertà estrema causata in gran parte dalla mancata distribuzione delle risorse di cui il Paese è ricco” dice all’Agenzia Fides p. Cosimo Alvati, salesiano con una lunga esperienza di missione in Madagascar, nel commentare il forte monito lanciato da Papa Francesco nella sua visita nella Grande Isola, contro la corruzione. “Quando la “parentela” diventa la chiave decisiva e determinante di tutto ciò che è giusto e buono, si finisce per giustificare e persino “consacrare” alcuni comportamenti che portano alla cultura del privilegio e dell’esclusione ” ha detto Papa Francesco nell’omelia di domenica 8 settembre al Campo Diocesano di Soamandrakizay alla quale ha partecipato 1 milione di persone.
“Il Madagascar è tra gli ultimi 5 Paesi più poveri al mondo. È un po’ dimenticato. È vero che non c’è la guerra ma la gente vive con qualche centesimo di dollaro o di euro al giorno” sottolinea p. Alvati. “La popolazione malgascia ha sempre vissuto nella povertà ma la situazione è peggiorata negli ultimi 10 anni dopo il golpe contro l’ex Presidente Marc Ravalomanana nel marzo del 2009, perché sono aumentati gli atti di banditismo e i furti violenti. Da allora il Paese è in caduta libera: mancano cibo e medicine basiche come l’aspirina, per cui basta una febbre alta perché i bambini muoiano di malattie facilmente curabili”.
Papa Francesco visitando la Città dell’Amicizia di Akamasoa, fondata da p. Pedro ha gridato che “la povertà non è una fatalità”. “Nel suo discorso il Presidente Andry Rajoelina discostandosi dal testo ufficiale dato alla stampa, ha preso l’impegno di combattere la povertà. Vedremo se è un impegno concreto o propaganda” dice il missionario.
Papa Francesco infine nell’incontrare il clero locale ha lodato la Chiesa del Madagascar, definendola una “Chiesa povera al servizio dei poveri”. “In effetti è così perché se non ci fossero i dispensari e le scuole cattoliche la popolazione sarebbe completamente abbandonata a se stessa” conclude p. Alvati.

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