Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

L’ANNUNCIATO “NUOVO” DISCO DI COLTRANE SARÀ SUL MERCATO A PARTIRE DAL IL 27 SETTEMBRE 2019.

// SOLO VINILE by Francesco Cataldo Verrina //

Quando si tratta di John Coltrane, nel momento in cui viene annunciato qualcosa di inedito, per critici, fans ed appassionati di jazz l’attesa diventa spasmodica. Ma siamo quasi vicini al traguardo. L’annunciato “Blue World” in cui Trane esegue in quartetto alcune inedite versioni rivisitate di brani del suo repertorio, sarà sul mercato il 27 settembre in vinile, CD e digitale, Si tratta di un’eccellente operazione , altamente qualitativa sotto il profilo sonoro ed audiofilo.

Tutto il materiale destinato a “Blue World” è stato masterizzato dal nastro originale da Kevin Reeves presso lo studio Universal Music Mastering di New York, mentre le lacche destinate all’edizione in vinile sono state realizzate da Ron McMaster presso gli studi della Capitol. I brani che andranno a comporre “Blue World”, furono registrati nel 1964 al Rudy Van Gelder Studio, verranno immessi sul mercato dalla storica etichetta Impulse! Non si tratta di composizioni inedite, come già accennato, ma di nuove versioni di alcuni classici del repertorio del sassofonista. In quell’anno Trane era stato contattato, tramite il contrabbassista Jimmy Garrison, da un suo agguerrito fan, il regista canadese Gilles Groulx, il quale stava realizzando il film “Le Chat Dans Le Sac” ed ambiva ad avere una colonna sonora con le musiche di Coltrane che, dopo un iniziale titubanza, accettò nonostante fosse un periodo di lavoro molto intenso.

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Nei primi mesi dell’anno aveva inciso “Crescent “ e si preparava all’exploit di “A Love Supreme”; così nel giugno de 1964 il sassofonista convocò Jimmy Garrison, Elvin Jones e McCoy Tyner al VanGelder Studio per un’operazione del tutto inedita ed inusuale nel mondo del jazz, o comunque assai rara, ossia rivisitare e incidere ex-novo alcune composizioni legate alle precedenti fasi della sua carriera. Si racconta che il regista fosse presente alla sessione di registrazione, avvenuta il 24 giugno di quell’anno, e che ci sia stata qualche divergenza di vedute e anche qualche acceso scambio di opinioni fra lui e Trane.

Gilles Groulx, come da accordi, si porto via in Canada una copia delle registrazioni su un nastro monofonico da un quarto di pollice della durata di trentasette minuti, che componevano l’incisione integrale della seduta, ma alla fine ne utilizzò solo una decina per tutta per la colonna sonora. Da quel poco che si può ascoltare sulle varie piattaforme digitali in anteprima e da quanto è trapelato sulla stampa USA, “Blue World” mette in evidenza l’inarrestabile fase evolutiva del modulo espressivo di Coltrane, ma soprattutto il livello di interazione e di affinità, nonché la cifra tecnica e stilistica raggiunta dal suo classico quartetto in quel periodo.

L’impostazione formale e sonora dei brani scelti sarebbe assai differente da quella del passato, tanto da far sembrare “Blue World” un disco di inediti, in linea con quanto Trane e compagni stavano sviluppando in quel momento. Le performances sarebbero più cariche di liricità drammatica, spogliate degli orpelli del passato, più assertive e dirette, ma soprattutto più ispirate e sospinte da un impulso quasi trascendente.

Da John Coltrane ci si aspetta parecchio anche da “morto”, e di certo l’attesa non sarà delusa. Si pensi che l’inedito dello scorso anno, “Both Directions At Once: The Lost Album” ha venduto oltre 250.000 copie, in un momento in cui artisti di ogni genere ricevono solo milioni di “like” sui social-media.

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