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AMERICA/ARGENTINA – Il Presidente della Conferenza episcopale: “Dialogo e accordi sono necessari a prescindere da chi vincerà le elezioni”

Buenos Aires – Nelle attuali circostanze che vive il paese sono necessari il dialogo e gli accordi, a prescindere di chi governerà dopo le elezioni presidenziali del 27 ottobre: questo il pensiero del Vescovo della diocesi di San Isidro e Presidente della Conferenza Episcopale Argentina , Mons. Óscar Vicente Ojea Quintana. Prima di lasciare l’Argentina per partecipare al Sinodo dei Vescovi per l’Amazzonia, in Vaticano, il Presule è stato intervistato dall’Ufficio stampa e comunicazione della CEA e da Canal Orbe 21. La prima parte dell’intervista, che è suddivisa in tre video, è stata diffusa oggi. Le altre due parti saranno pubblicate a breve. Nel primo video, dal titolo “Dialogo”, Mons. Óscar Vicente Ojea Quintana presenta alcune riflessioni sull’attuale contesto sociale del Paese.
“Penso, insieme ai miei fratelli Vescovi, che qualunque sia l’esito delle elezioni e chiunque sarà responsabile del governo, il nostro Paese avrà bisogno di accordi – afferma il Vescovo -. Non puoi governare in questa situazione di divisione sociale in cui ci troviamo, con questo stato d’animo”. Ritiene inoltre che la Chiesa “abbia una missione molto importante nell’aiutare il dialogo”. In questo senso, ha ricordato la dottrina di Papa Paolo VI sul dialogo: deve essere chiaro, affabile, sicuro e prudente.
Mons. Ojea ha citato poi quattro principi che regolano ogni realtà sociale, proposti da Papa Francesco, che considerava “molto utili” per aiutare il dialogo nel Paese: “Il tempo è superiore allo spazio”, “l’unità è superiore al conflitto”, “la realtà è superiore all’idea” e “il tutto è superiore alla parte”. “È una grande sfida – ha sottolineato nell’intervista – perché è necessario un cambiamento di prospettiva e mettersi, come dice il Papa, ‘un gradino sopra’ per privilegiare e dare la priorità a ciò che è più importante”.
“In questo, sicuramente la Chiesa dovrà dare il suo contributo, in una fase in cui abbiamo davvero bisogno di dialogare, concordare e ascoltare gli argentini al fine di preservare la pace sociale, che è un obiettivo immediato” ha concluso.
Con le elezioni del 27 ottobre saranno scelti il Presidente e il Vicepresidente dell’Argentina, i governatori, i deputati e i senatori. I tre principali candidati alla Presidenza sono Mauricio Macri, Alberto Fernández e Roberto Lavagna. Secondo dati raccolti da Fides, il problema più grave che affronta oggi l’Argentina è la povertà. Le statistiche ufficiali del 2018, che il governo ha appena reso note, mostrano l’entità del problema: il 32% degli argentini è povero, con un aumento del 6,3% rispetto all’anno precedente. Ci sono 2,7 milioni di argentini che sono scesi al di sotto della soglia di povertà in un solo anno. Di questi circa 800.000 vivono in condizioni di vera miseria. L’Istituto Nazionale di Statistica e Censimento ha rilevato che anche la situazione degli anziani è quasi disperata.
Il motivo di questa situazione è stato l’inflazione vertiginosa del 47% – la più alta in quasi tre decenni – che ha devastato i salari. A questo bisogna aggiungere il forte aumento del prezzo del dollaro americano, che ha causato indirettamente la chiusura di molte attività economiche.

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