Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

AMERICA/ECUADOR – Appello dei Vescovi “alla pace, alla giustizia e al dialogo”

Quito – “Fratelli ecuadoriani, di fronte alle grandi sfide sociali ed economiche in cui viviamo, coerenti con i nostri principi e valori umani e cristiani, invitiamo tutti gli uomini e le donne di buona volontà alla pace, alla giustizia e al dialogo”. Inizia così l’appello della Conferenza Episcopale dell’Ecuador, pervenuto all’Agenzia Fides, che viene rivolto a tutti gli ecuadoriani e ha per titolo una frase di Paolo VI: “Se vuoi la pace, lavora per la giustizia”.
Nei giorni scorsi si sono verificati disordini e proteste in diverse città dell’Ecuador, con duri scontri tra manifestanti e forze di polizia, che hanno portato ad aggressioni e atti vandalici, sono stati effettuati oltre 350 arresti. All’origine c’è la decisione annunciata dal presidente Lenín Moreno di eliminare i sussidi statali sui carburanti, che ha provocato lo sciopero e la protesta delle categorie dei trasporti pesanti, degli autobus e dei taxi.
“La pace sociale è il valore fondamentale per considerare e realizzare i diritti fondamentali, in particolare dei meno favoriti, a partire dal diritto alla vita in tutte le sue fasi e dimensioni” scrivono i Vescovi, sottolineando che la violenza, in qualsiasi forma si manifesti, “impedisce una visione obiettiva della realtà e mette seriamente in pericolo la validità dei diritti”.
Quindi il testo sottolinea che “la promozione della giustizia sociale deve essere al centro di tutte le decisioni statali e private, in modo che ogni ecuadoriano abbia le condizioni necessarie per vivere con dignità”. A tale proposito si ricorda che la giustizia sociale richiede che lo Stato “recuperi i beni del popolo, usurpati da sistemi fraudolenti, per investirli in istruzione, sanità, sicurezza, alloggio, tra gli altri”.
L’ultimo appello dei Vescovi riguarda il dialogo, ritenuto “il modo più adeguato ed efficiente per gli ecuadoriani, in particolare politici, uomini d’affari e rappresentanti dei sindacati, di trovare nuove strade che ci conducano in un paese prospero con un’economia equa e solidale”. Attraverso il dialogo le diverse realtà si impegnano a “cercare il bene comune al di là del proprio”, rimanendo aperti ad un incontro responsabile, liberi da posizioni estreme.
“Come Pastori della Chiesa cattolica – concludono -, accompagniamo le persone nelle loro necessità urgenti e preghiamo per un Ecuador pacifico, giusto ed equo, con pane e lavoro per tutti”.

Powered by WPeMatico

Visite: 49
   Invia l\'articolo in formato PDF