Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

AMERICA/ECUADOR – I Vescovi disposti a collaborare per risolvere le attuali tensioni sociali

Quito – I Vescovi della Conferenza Episcopale dell’Ecuador si sono offerti pubblicamente di “collaborare alla soluzione delle tensioni che attualmente affronta la società ecuadoriana”: così dichiarano in un comunicato inviato a Fides. Il testo della CEE, con data 7 ottobre, sottolinea: “Siamo aperti a ogni proposta che le parti decidano conveniente e opportuna nei termini giusti”. I Vescovi hanno anche ribadito quanto detto il 4 ottobre: “Siamo per il dialogo sereno e rispettoso per consentirci di continuare a lavorare per la giustizia e la solidarietà che il nostro popolo si aspetta dalle autorità governative e da tutti gli attori sociali e politici” .
Intanto i manifestanti indigeni arrivati nella capitale, Quito, hanno dato l’assalto al palazzo dell’Assemblea Nazionale dell’Ecuador al grido di “Fuori Moreno!”, dopo aver abbattuto i cancelli di sicurezza che circondavano l’edificio. La sede del Parlamento si trova nei pressi di un parco dove ieri, martedì 8 ottobre, si sono concentrati circa 10.000 membri di gruppi indigeni, alla vigilia di una marcia indetta per chiedere l’abrogazione delle recenti misure economiche o le dimissioni del presidente Lenin Moreno.
Ieri sera il governo ha emesso un decreto che limita la libertà di movimento e di circolazione dei cittadini nelle aree circostanti le istituzioni pubbliche e le strutture strategiche del paese ; al quale il movimento indigeno ha risposto confermando che manterrà la mobilitazione nazionale.
L’Ecuador vive un’ondata di rivolte e proteste dalla scorsa settimana, in seguito all’annuncio della cancellazione del sussidio governativo per la benzina, una decisione che il presidente Lenín Moreno ha adottato per aumentare le entrate dello Stato e soddisfare così le richieste del Fondo Monetario Internazionale . Questa istituzione, così come altre organizzazioni internazionali, hanno recentemente concesso al paese una linea di credito di oltre 10.000 milioni di dollari.
Due elementi accrescono l’attuale tensione sociale in Ecuador: l’intervento televisivo del presidente che, in un messaggio al popolo ecuadoriano, ha detto di “non tornare indietro con le sue decisioni economiche”, inoltre il paese è diviso politicamente in due. Al governo si contrappone infatti la forte opposizione del gruppo dell’ex Presidente Rafael Vicente Correa e dei suoi sostenitori, insieme alla Confederación de Nacionalidades Indígenas del Ecuador , che nella storia di questo paese è stata protagonista di veri cambiamenti politici nel governo.

Powered by WPeMatico

Visite: 53
   Invia l\'articolo in formato PDF