Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

AMERICA/NICARAGUA – “Il popolo del Nicaragua non ha più paura” afferma il Vescovo di Matagalpa

Il Ventuno

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Matagalpa – Mons. Rolando Álvarez, Vescovo della diocesi di Matagalpa, ha rilasciato un’intervista video, condivisa con Fides, in cui analizza la realtà della sua diocesi e quella del Nicaragua. Mons. Alvarez innanzitutto sottolinea la povertà della popolazione: dal recente censimento della zona si è scoperto che il 70% della popolazione di Matagalpa non ha i soldi per mandare i figli a scuola. “O si mangia o si studia”, e questi casi aumentano sempre di più.
Riguardo alla sicurezza, ha detto che la Cattedrale di Matagalpa è stata circondata dalla polizia in diverse occasioni nelle ultime settimane. E’ stato anche scoperto che durante la processione della Madonna del Rosario c’erano elementi violenti che erano riusciti a infiltrarsi fra la gente proprio per creare confusione e tensione, ma la stessa gente li ha riconosciuti. I fedeli di Matagalpa hanno così espresso la loro fede e anche il loro pensiero.
“Camminare per strada – ha sottolineato il Vescovo – significa manifestare la fede e l’amore. Le manifestazioni della popolazione sono espressioni di amore alla patria. Come i cattolici, che lo fanno per fede, così accade con la popolazione, che con fedeltà e amore alla nazione vuole manifestare per chiedere il rispetto del paese, e anche esprimere un parere contrario al tipo di governo o alla gestione”.
Sull’ostilità nei confronti della Chiesa da parte dei gruppi pro-governo a Esteli, Masaya, Managua e adesso a Matagalpa, il Vescovo ha commentato: “L’unica cosa che posso dire è che noi, prima di essere credenti, dobbiamo prendere una posizione umanitaria, i laici siano dalla parte dei più deboli”.
“La Chiesa ha proposto un testo nel maggio 2014, che è riuscito ad arrivare al Presidente, glielo abbiamo consegnato come Pastori di un popolo che soffre e dinanzi alla necessità del dialogo con tutti i settori, per evitare proprio questo che si vive adesso nel paese – ha affermato riguardo alla proposta della Chiesa per uscire da questa situazione – Ma non ci ha dato ascolto. A maggio di quest’anno 2019 ancora una volta abbiamo riproposto una via di sviluppo e di vita sociale, dove si devono rispettare i diritti di tutti, dove si riconosca la dignità delle persone, la libertà di espressione, dove la verità vada insieme alla giustizia per avere la pace. Sono 5 punti: ma se non esiste la libertà… non esiste niente.”
Per la cronaca del paese, i Vescovi continuano a essere ritenuti “golpisti”, e Mons. Alvarez sottolinea in proposito: “Noi siamo aperti al dialogo. Continuiamo a fare il nostro lavoro: catechesi, lavoro sociale, promozione umana, ecc. con maggiore forza quando le situazioni sono difficili. Noi Vescovi abbiamo scelto di accompagnare il popolo.”
Di fronte al clima di violenza in molte parti del Nicaragua, che colpisce anche la Chiesa, il Vescovo di Matagalpa risponde con queste parole: “Io non vivo con la paura. Vado con il popolo. La Chiesa non ha paura, vive, celebra e aiuta gli altri. Inoltre il Nicaragua non ha più paura, la paura ti ferma. Il popolo non ha più paura. Il popolo sta riuscendo a fare la differenza e con questo sta facendo un cambiamento.”

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