Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

ASIA/GIORDANIA – 150 anni di “missone” delle scuole cattoliche in Giordania

Amman – Le scuole cattoliche del Patriarcato latino di Gerusalemme celebrano i 150 anni dall’inizio della loro avventura nelle terre oggi governate dal Regno Hascemita. E con l’occasione riaffermano la loro missione culturale e spirituale al servizio della popolazione locale, in larga maggioranza musulmana, portata avanti anche grazie al contributo dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Alla cerimonia per il 150esimo anniversario dalla fondazione delle prime scuole cattoliche nelle terre oltre il fiume Giordano, svoltasi sabato 5 ottobre a Amman, presso il Centro Nostra Signora della Pace, hanno preso parte, tra gli altri, il vice-Primo Ministro giordano Marwan Moasher, il Vescovo William Shomali , e il Patriarca latino emerito di Gerusalemme, Fouad Twal.
Padre Wissam Mansour, direttore generale delle scuole del Patriarcato Latino in Giordania, ha riferito che attualmente le 25 scuole e i 18 asili che in Giordania fanno capo alPatriarcato latino di Gerusalemme servono una popolazione scolastica di 11mila allievi e studenti, cristiani e musulmani.
La prima scuola cattolica nelle territori dell’attuale Giordania, fu fondata nella città di Salt da don Alessandro Macagno, il mitico Abuna Skandar, che predicava il Vangelo alle tribù di beduini cristiani sperduti oltre il Giordano vivendo come loro nella tenda, e portandosi dietro un altare mobile per celebrare l’eucaristia. A quel tempo il governatore ottomano non voleva concedere il permesso: furono gli abitanti del luogo, cristiani e musulmani insieme, a vincere le resistenze. Anche i beduini musulmani avevano capito che potevano aspettarsi solo cose buone da quell’uomo che insegnava loro a leggere e a scrivere.
Nella seconda metà dell’Ottocento, quelle fondate oltre il Giordano dai preti del neoeretto Patriarcato latino di Gerusalemme furono le prime scuole aperte in un mondo chiuso e marginale, tutto definito dalle pratiche sociali del tribalismo. Insegnare agli ignoranti è un’opera di misericordia spirituale. E l’insegnamento offerto a tutti – cristiani e musulmani, poveri e ricchi, tribù del nord e tribù del sud – fu il passepartout che permise alla testimonianza apostolica di attecchire in zone rurali o desertiche, che per secoli non avevano visto nessuna iniziativa pastorale cattolica.
Grazie alla loro opera educativa, le scuole cattoliche della Giordania hanno acquisito, da tempo, pieno diritto di cittadinanza nel Paese. Quando fu creato il Regno hashemita di Giordania, la rete scolastica del Patriarcato latino – presto affiancata dai grossi collegi inaugurati ad Amman da congregazioni religiose cattoliche – rappresentava ancora l’unico sistema educativo “autoctono” esistente.

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