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ASIA/KAZAKHSTAN – Il supporto della Caritas ai bambini con disabilità

Almaty – Va avanti e si allarga il progetto di supporto alle famiglie di bambini affetti dalla sindrome è stato lanciato inizialmente dalla Caritas di Almaty nel 2016, poi esteso nel resto della nazione: con il supporto di specialisti italiani, in diverse città del Kazakistan vengono periodicamente organizzati seminari, lezioni e visite specialistiche per fornire conoscenze di base ai genitori e analizzare i progressi dei bambini. Come appreso da Fides, nei giorni scorsi il responsabile nazionale di Caritas Kazakistan, don Guido Trezzani, insieme al professor Angelo Luigi Sangalli, coordinatore del progetto dedicato proprio ai bambini affetti da trisomia 21 hanno tenuto diversi incontri e colloqui con bambini affetti da sindrome di Down e con le loro famiglie nelle città kazake di Aktau e Uralsk.
“E’ andato tutto benissimo: abbiamo ricevuto un’ottantina di famiglie. C’era una bella atmosfera e i genitori erano contentissimi”, ha raccontato all’Agenzia Fides don Trezzani.
Il missionario riferisce che dall’iniziativa sono nate altre richieste: “Ci hanno chiesto non solo di andare avanti con il progetto, ma anche di creare, con la collaborazione delle istituzioni, corsi di formazione per specialisti del settore, quindi per tutti coloro che lavorano in asili, scuole e realtà in cui si è a contatto con persone con disabilità”.
Il progetto potrebbe estendersi anche al di fuori dei confini nazionali. “Sappiamo già che a Karaganda ci sono una quarantina di famiglie desiderose che realizzassimo questo genere di incontri nella loro città. Abbiamo richieste anche dal Kyrgyzstan e addirittura dalla Russia. Al ritorno ad Almaty, parleremo con le istituzioni e vedremo come è possibile agire”, ha spiegato don Trezzani.
La Caritas del Kazakhstan sta avviando anche un progetto di formazione professionale per adulti e per ragazzi con disabilità, in collaborazione con un gruppo di religiosi italiani che si occupano di preparare al mondo del lavoro. Per rispondere a questa stessa necessità, già nei mesi scorsi era stata avviata la costruzione di due serre, una a Talgar e l’altra ad Almaty: “La prima è quasi completa, con la seconda siamo un po’ indietro, ma direi che siamo quasi pronti per iniziare un lavoro di sviluppo di competenze nel settore della coltivazione dei fiori, che potrebbe coinvolgere gli adulti con sindrome di Down”, ha concluso.

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