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ASIA/INDIA – Rilasciati su cauzione i cinque cristiani innocenti in carcere in Orissa

Nuova Delhi – La Corte Suprema dell’India ha ordinato il rilascio su cauzione per cinque cristiani del distretto di Kandhamal, nello stato indiano di Orisas, che sono in carcere da 11 anni. I cinque sono ingiustamente accusati e condannati all’ergastolo per aver partecipato a organizzare al’assassinio del leader indù Swami Laxmanananda Saraswati del 2008 ad agosto. Quell’omicidio fu, per gli estremisti indù, il pretesto per iniziare i massacri anti cristiani avvenuti nel 2008 in Kandhamal.
I cinque cristiani innocenti hanno ottenuto la cauzione dall’Alta Corte dopo che le loro domande di cauzione erano state rinviate diverse volte. Nei mesi scorsi la Corte Suprema aveva già concesso la cauzione ad altri due cristiani arrestati, Gornath Chalenseth e Bijay Kumar Sanseth. I sette cristiani sono stati condannati all’ergastolo nell’ottobre 2013 dopo un processo trascinatosi nell’Alta corte di Orissa per sei anni.
Ottenere la libertà su cauzione per i sette uomini cristiani è stato il risultato di uno sforzo incessante di sostenitori, autorità ecclesiali, attivisti per i diritti umani e preghiere tutto il paese.
Colin Gonsalves, avvocato e fondatore diella Ong “Human Rights Law Network”, che guida una squadra di legali impegnati nella difesa dei cristiani di Kandhamal, dichiara a Fides: “Siamo felici che abbiano ottenuto la cauzione e che possano passare il Natale con le loro famiglie”.
 “Questa è una grande vittoria per la verità e la giustizia per Kandhamal”, ha commentato all’Agenzia Fides il giornalista Anto Akkara, autore dell’acclamato libro di carattere investigativo “Who Killed Swami Laxmamananda?” che, con un’inchiesta documentata, scagiona i cristiani.
“La questione non è chiusa. Per ora c’è solo la disposizione di una libertà su cauzione, e dopo 11 anni. Ora l’attenzione va rivolta all’Alta corte dell’Orissa, dove è in corso un processo di appello. Gli innocenti devono essere assolti”, sottolinea Akkara.
Akkara ha anche lanciato nel 2016 una petizione online con il sito web www.release7innocents.com. Ogni firma online sul sito web genera quattro e-mail istantanee rivolte al Ministro della Giustizia dell’India, al Presidente dell’India, all’Alta Corte dell’Orissa, alla Commissione Nazionale per i Diritti Umani. Akkara ha anche prodotto nel 2018 il documentario “Innocents Imprisoned” nel decimo anniversario dei fatti di Kandhamal. L’attivista Akkara nota: “Solo un’indagine indipendente può rivelare la cospirazione politica dietro la frode di Kandhamal che ha portato all’omicidio dell’81enne Laxmanananda. Questo aprirà la strada per identificare e punire i veri colpevoli e risarcire gli innocenti”, ha detto Akkara.
John Dayal, attivista per i diritti umani, dichiara a Fides: “Si apre qui la questione dei cristiani e Pastori arrestati o condannati con false accuse di conversioni forzate o fraudolente”.
L’omicidio di Laxmanananda e di altri quattro nel suo Ashram nel distretto di Kandhamal era stato definito dagli estremisti del Sangh Parivar una “cospirazione cristiana”. L’ondata di violenza sui cristiani fece 100 vittime, creato 56.000 senzatetto, mentre 300 chiese e 6.000 case cristiane furono saccheggiate e bruciate.

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