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ASIA/KYRGYZSTAN – Consacrata una nuova chiesa in “un anno di gratitudine”

Il Ventuno

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Bishkek – “Come comunità cattolica del Kirghizistan, siamo nelle mani del Signore che ci guida, per continuare a pianificare nostra attività apostolica di missione nel Paese. Stiamo vivendo un anno di gratitudine: nel 2019, infatti, ricorre il 50° anniversario della registrazione ufficiale della nostra comunità nel Kirghizistan settentrionale da parte del governo sovietico. E proprio quest’anno abbiamo consacrato una nuova chiesa nella città di Talas”. Lo racconta all’Agenzia Fides il Gesuita p. Anthony Corcoran, Amministratore apostolico del Kirghizistan. La nuova chiesa, spiega p. Corcoran, è intitolata a San Nicola di Flüe, il santo che è patrono della Svizzera: “Si tratta del primo edificio progettato, sin dall’origine, come luogo di culto cattolico. Le altre, infatti, erano costruzioni già esistenti e riadattate”.
La consacrazione, avvenuta nel mese di ottobre, è stata celebrata da monsignor Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana, di nazionalità kirghisa. Alla celebrazione hanno preso parte non solo i cattolici del luogo, ma anche la comunità dei fedeli e le suore di Bishkek. Erano presenti, inoltre, il rettore della parrocchia di Talas, padre Alexander Kan SJ, e il Vicario generale della diocesi di Karaganda, in Kazakistan, padre Eugene Zinkovsky.
“La costruzione della chiesa era stata intrapresa per iniziativa dell’allora vescovo Nikolai Messmer SJ, nel 2010. I lavori sono stati portati avanti grazie all’aiuto di cattolici dalla Svizzera e dalla Germania e di altre organizzazioni di beneficenza, in questi e altri paesi. L’improvviso decesso del Vescovo nel 2016 non gli hanno permesso di vedere l’opera completa, ma ora, con l’aiuto di Dio, questo progetto tanto atteso e desiderato si è finalmente realizzato”, ha concluso p. Corcoran.
Oggi il Kirghizistan è un piccolo paese con una popolazione di quasi 6 milioni di abitanti che gode di libertà religiosa. Circa il 90% della popolazione si considera musulmana. Gli ortodossi rappresentano quasi il 10% del totale, e le altre confessioni cristiane sono una esigua minoranza. I cattolici del posto possono contare sull’assistenza spirituale di sette sacerdoti, un religioso e cinque suore francescane.

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