Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

ASIA/SIRIA – Arcivescovo maronita di Damasco: la crisi delle banche libanesi travolge anche i siriani

Damasco – La crisi dell’economia e del sistema bancario libanese sparge i suoi effetti devastanti anche tra la già martoriata popolazione siriana, colpendo in particolare le tante famiglie della Siria che durante la guerra avevano provato a mettere in salvo i loro soldi depositandoli nelle banche del Libano. Lo riferisce Samir Nassar, Arcivescovo maronita di Damasco, che descrive all’Agenzia Fides le ragioni dell’ennesimo fattore di crisi sopraggiunto a penalizzare la condizione ordinaria di tanti siriani. “Le banche libanesi” premette l’Arcivescovo “prestano denaro allo Stato libanese da 29 anni…. Ora lo Stato è in bancarotta e incapace di restituire i fondi ricevuti”. Nei giorni scorsi, gli istituti bancari libanesi hanno iniziato a applicare “misure straordinarie” per contenere la fuga dei capitali, dopo che i loro clienti, davanti all’esplodere della crisi, avevano iniziato a prosciugare i propri conti correnti prelevando contanti in dollari, per depositarli presso banche straniere. Le misure restrittive hanno provocato anche scontri e disordini presso le filiali bancarie, con episodi di vandalizzazione di bancomat e clienti che minacciavano con le armi gli impiegati agli sportelli.
Adesso i privati possono prelevare non più di 500 dollari alla settimana dai propri conti. E la misura colpisce anche i tanti siriani che avevano trasferito i propri beni mobili presso istituti bancari libanesi. Le misure restrittive – riferisce l’Arcivescovo Nassar – colpiscono anche molti dei 13 lavoratori dipendenti e delle 600 famiglie assistite dall’Arcidiocesi maronita di Damasco.
La nuova emergenza economico-finanziaria – aggiunge l’Arcivescovo è l’ennesimo effetto della “stretta” imposta su tutto il Medio Oriente dalla contrapposizione tra USA e Iran. “La valuta locale” aggiunge l’Arcivescovo “vede dissiparsi rapidamente il suo valore rispetto al dollaro”, ormai quasi sparito dalla circolazione, in una situazione in cui tutti i prodotti di importazione – compresi beni di prima necessità – devono essere pagati in valuta estera. Questa nuova situazione – fa notare l’Arcivescovo –spinge la popolazione a adattarsi a una condizione di crescente austerità. E in un contesto così segnato da sofferenze e difficoltà, affiorano anche nuove forme sorprendenti di solidarietà davanti a nuovi disagi. I maggiori centri commerciali sono quasi vuoti, mentre “la vita familiare si manifesta ancora una volta come un dono prezioso”. “Qualunque cosa stia davvero accadendo” conclude il suo messaggio l’Arcivescovo maronita di Damasco, “sicuramente una nuova società cresce intorno a noi, alla vigilia del Natale”. .

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