Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

Carla Marciano Quartet con “Psychosis”, il jazz come in un flim.

di Francesco Cataldo Verrina

Carla Marciano è una delle “voci” più espressive del nuovo jazz italiano, apprezzata anche al di là del ristretto perimetro nazionale. A differenza dei precedenti lavori, completamente basati su temi di sua composizione, in questo nuovo album, la sassofonista salernitana ha rielaborato, ma con forte caratterizzazione personale, le musiche del compositore e direttore d’orchestra Bernard Herrmann, noto come autore di musiche da film. Carla racconta in una recente intervista: “Bernard Herrmann è arrivato al mio cuore e ha toccato la mia anima fin da quando ero bambina (…) Avevo circa undici o dodici anni e guardavo spesso i film di Alfred Hitchcock, in particolare Marnie e Vertigo (quest’ultimo da noi meglio conosciuto come La donna che visse due volte). Ogni volta che li trasmettevano restavo ipnotizzata davanti al televisore. Una cosa è certa però, sapevo che, insieme al film, era soprattutto la musica a farmi venire i brividi. Infatti «Psychosis», così come tutti i miei lavori precedenti, nasce come espressione della mia sfera emotiva…

La Marciano, con la consueta collaborazione di Alessandro La Corte, suo compagno di vita e di lavoro, ha arrangiato ed adattato per un quartetto jazz, alcuni dei più celebri motivi di Herrmann, tratti da famose colonne sonore come “Taxi Driver” “Marnie” e Vertigo”, ad eccezione del tema principale di Harry Potter firmato John Williams. Nonostante le composizioni nascano con un respiro classico e fossero state concepite, originariamente per un organico orchestrale, sono state scarnificate, rimodulate e ristrutturate per un ensemble ridotto, pur rispettando l’autenticità e la bellezza delle melodie, ma favorendo al contempo le dinamiche improvvisative di quello che potremmo definire un piccolo gioiello di post-bop contemporaneo a tutti gli effetti.

Come dice la stessa Marciano è stato un’operazione assai complessa: “Un lavoro di vera e propria composizione perché ho voluto creare degli spazi improvvisativi totalmente originali, fatti su misura per noi. Non è stato semplice nemmeno scegliere le tonalità; i temi suonati da un’orchestra hanno un’estensione molto ampia (in termini di altezza musicale), quindi difficili da rendere per un unico strumento solista, quale il sassofono“.

Carla Marciano Quartet – “Psychosis – Homage to Bernard Herrmann”, 2019

Registrato allo studio Zork Planet di Buccino (SA) il 19 e il 20 settembre del 2018 e pubblicato nel 2019 dalla prestigiosa etichetta olandese Challenge Records, “Psychosis”, al di là dell’affascinante e suggestivo contenuto che rimanda ad alcuni miti del cinema, mostra una Marciano in continuo divenire, capace di esprimersi attraverso un linguaggio maturo e ben caratterizzato, espresso tra passione, forza interiore, perizia tecnica ed energia propulsiva. Carla si misura su sax alto e sopranino, strumenti capaci di sviluppare sonorità a volte oniriche e sospese, altre taglienti e stordenti, accompagnata dai suo fedeli compagni di avventure: l’inseparabile Alessandro La Corte, piano e tastiere, Aldo Vigorito al contrabbasso e Gaetano Fasano alla batteria.

Un quartetto rodato da anni, dove ogni movimento viene eseguito con precisione millimetrica e legato da un forte senso di collegialità, quasi telepatico. Il pianoforte diventa una sorta di prolungamento del sax, allargando la scena sonora e favorendo la progressione della band-leader, mentre basso e batteria, dalle retrovie, forniscono un drive incisivo e costante. Molto belli gli arrangiamenti di “Vertigo”, dal film di Alfred Hitchcock, di cui sono state rielaborate due versioni, riferibili a due specifici momenti della colonna sonora, in cui si ha l’impressione di trovarsi nella medesima dimensione dei celebri temi per film composti dai grandi jazzisti negli anni ’50 e ’60. Tra i momenti di maggiore impatto emotivo, si segnalano l’iniziale “Taxi Driver” e “Twisted Nerve”, dove l’ascoltatore viene avviluppato in uno spettacolare crescendo, quasi con il meccanismo del transfert cinematografico.

Anche il titolo sembrerebbe un citazione legata al cinema, ma la Marciano chiarisce: “In verità il titolo sta proprio per psicosi e non vuole essere un diretto collegamento al tema di Psycho, che ha la stessa importanza degli altri brani presenti nell’album. Il disco s’intitola «Psychosis» perché le musiche sono tutte tratte da thriller psicologici in cui tutti i protagonisti sono affetti da psicosi, nevrosi, ansie e fobie (…) La mia speranza è che la società e le istituzioni possano accorgersi della presenza di tante persone ammalate e sfortunate, spesso invisibili, e possano tendere una mano a loro e ai loro familiari, troppo spesso abbandonati a se stessi”.

“Psychosis”, è un disco poderoso, seducente, soprattutto non comune, avvolto in una moderna aura di classicità, ma con un ritmo pulsante e una varietà cromatica di tonalità e di idee, che travalicano il concetto di limite descrittivo della colonna sonora. Ogni singolo brano crea un inedito scenario rappresentativo e adattabile a qualsiasi situazione di vita contemporanea. Consigliatissimo!

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