Testata giornalistica registrata presso Trib. di Terni il 31/07/2013 al n° 08/2013 Reg Periodici.

AFRICA/CONGO RD – I Vescovi del Kivu sospendono per un giorno le attività ecclesiali per protestare per i massacri dei civili

Kinshasa – Si è tenuta ieri, lunedì 2 dicembre, una giornata di “lutto e preghiera” e di sciopero di tutti i servizi ecclesiali e sociali, comprese le scuole e le università cattoliche come segno di “comunione e solidarietà” con le vittime della violenza nei territori di Beni e Lubero e nei territori di Fizi, Uvira, Mwenga e Kalehe nel Sud Kivu. La giornata era stata proclamata dai Vescovi del Nord e del Sud Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, al termine della loro Assemblea straordinaria tenutasi 24 al 30 novembre a Bukavu, per protestare contro le violenze commesse dai diversi gruppi armati presenti nelle due province e per sollecitare le autorità di garantire la sicurezza delle popolazioni locali.
“Deploriamo la persistenza dell’insicurezza che causa sofferenze indicibili al nostro popolo; esprimiamo loro tutta la nostra compassione per le vittime di questa violenza disumana; chiediamo ai fedeli cristiani di compiere azioni concrete di solidarietà e comunione fraterna nella non violenza” afferma una dichiarazione firmata dal Presidente dell’Assemblea Episcopale provinciale di Bukavu, Sua Ecc. Mons. François – François-Xavier Maroy Rusengo, Arcivescovo di Bukavu. “Per quanto riguarda la nostra Assemblea Episcopale provinciale, abbiamo decretato nelle nostre sei diocesi il giorno 2 dicembre 2019, un giorno di lutto, preghiera e comunione con i nostri fratelli e sorelle; saranno sospesi i nostri servizi ecclesiali e sociali, esclusi i servizi medici, ma compresi scuole, seminari, istituti superiori e università dipendenti dalla Chiesa cattolica nelle nostre sei diocesi”
Ieri, si è avuta una nuova manifestazione spontanea di protesta da parte della popolazioni di Beni, la dodicesima consecutiva, dove le azioni di ritorsione dei miliziani dell’ADF hanno già causato più di 123 morti civili, secondo il CEPADHO, una ONG locale. Questa volta la popolazione di Beni, all’unisono, ha deciso di camminare a piedi nudi, come forma di protesta pacifica.
Secondo un rapporto del CEPADHO inviato all’Agenzia Fides l’ultimo massacro in ordine di tempo risale al 29 ottobre quando almeno 13 persone sono state uccise a colpi di machete nel villaggio di Kukutama nel Territorio di Beni. Nella notte del 29 ottobre inoltre un gruppo armato ha assalito il centro sanitario di Mambabeka che si occupa del contrasto dell’epidemia di Ebola che da mesi colpisce la regione.

Powered by WPeMatico

Visite: 67
   Invia l\'articolo in formato PDF