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AFRICA/CONGO RD – Nuovi massacri nel Nord Kivu portano a 141 il numero delle vittime dal 30 ottobre

Il Ventuno

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Kinshasa – Ancora morti e feriti per gli assalti dei miliziani dell’ADF/NALU nel territorio di Beni, nel Nord Kivu . Secondo l’ONG della società civile CEPADHO, il 5 dicembre, quattordici civili sono stati uccisi a Kolikoko e altri dieci a Mantumbi, in due attacchi delle ADF.
Il primo attacco è stato quello di Kolikoko, nel quartiere di Mabasele, nel comune rurale di Oicha intorno alle 4 del mattino. Secondo la società civile locale, tre uomini sono stati uccisi all’arma bianca sulla strada Oicha-Maliki, proprio di fronte al dispositivo di lavaggio delle mani creato nell’ambito della lotta contro l’epidemia di Ebola. I miliziani ADF hanno tagliato la testa di una vittima e le mani delle altre. Una Bibbia è stata intrisa del sangue di un’altra vittima.
Il secondo attacco si è svolto un po’ più a ovest, nel villaggio di Mantumbi, verso le 14 del pomeriggio. Sono state uccise dieci persone civili, di cui quattro all’arma bianca. Il CEPADHO teme che il bilancio definitivo sia più pesante, perché vi sono ancora delle persone date per disperse.
Secondo il CEPADHO con questi ultimi massacri sono 141 le vittime civili degli assalti dell’ADF in questa area in rappresaglia alla vasta offensiva lanciata dall’esercito congolese a partire dal 30 ottobre.
I massacri hanno suscitato forti proteste da parte della popolazione locale, che chiede all’esercito nazionale e alle forze della missione ONU nella RDC di prendere iniziative concrete per proteggere i civili.
A livello politico, il 26 novembre, una dichiarazione firmata da alcuni parlamentari ha deplorato il fatto che le operazioni militari iniziate il 30 ottobre contro le ADF non siano state accompagnate da azioni preventive di protezione della popolazione civile in caso di rappresaglie.
La dichiarazione lamenta inoltre la mancanza di una chiara identificazione del nemico e l’assenza di una seria inchiesta sulle accuse di complicità da parte di alcuni membri dell’esercito nazionale e della polizia nazionale congolese, sottolineando la necessità di avvicendare gli ufficiali che prestano servizio nella regione di Beni da molto tempo, con il rischio che diventino complici dei gruppi armati attivi sul territorio.
Il 2 dicembre i Vescovi del Kivu hanno decretato la sospensione per un giorno delle attività ecclesiali per protestare per i massacri dei civili .

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