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AFRICA/CONGO RD – Un sit-in di 3 giorni organizzato dai laici cattolici contro la corruzione e le violenze nell’est del Paese

Kinshasa – “Siamo determinati a continuare la crociata per il consolidamento dello Stato di diritto” afferma un messaggio inviato a Fides dal Comitato di Coordinamento Laicale , un’organizzazione di laici cattolici molto attiva nella Repubblica Democratica del Congo e in particolare nell’arcidiocesi di Kinshasa, con il quale si invitava “la popolazione a tre giorni di mobilitazione per il rispetto, la difesa e la promozione della giustizia”. La CLC ha organizzando un grande sit-in, giovedì 5, venerdì 6 e sabato 7 dicembre, di fronte al Palazzo di Giustizia, in Piazza Indipendenza.
Attraverso il sit-in, il CLC ha voluto esprimere l’indignazione della popolazione per la corruzione, l’impunità e l’impotenza della giustizia e la crescente insicurezza nella parte orientale del Paese. Durante una manifestazione tenutasi nell’ottobre 2019, il CLC aveva chiesto le dimissioni dei giudici costituzionali che hanno “fantasiosamente” convalidato, invalidato e riconvalidato i risultati delle elezioni del 2018, e la sospensione, a titolo precauzionale, di tutti coloro che sono coinvolti in un caso di appropriazione indebita di $ 15 milioni di denaro pubblico.
“Avendo notato che i segnali attesi arrivano lentamente e che allo stesso tempo i massacri delle popolazioni civili hanno subito un’accelerazione mai toccata nelle province del Nord e del Sud Kivu, abbiamo deciso di passare ad azioni concrete. Ecco perché abbiamo appena organizzato un grande sit-in ininterrotto di 3 giorni di fronte al Palazzo di Giustizia. L’obiettivo è ottenere le dimissioni dei giudici costituzionali corrotti, la restituzione dei 15 milioni di dollari scomparsi dalle casse dello Stato e la fine della violenza a Beni “, ha dichiarato il 7 dicembre il professore Isidore Ndaywel, coordinatore del CLC.
Migliaia di cattolici e membri dei movimenti di cittadini hanno partecipato al sit-in e il CLC si è detto soddisfatto dell’esito della protesta pacifica, perché è passato il messaggio che chi ha responsabilità di governo non è al di sopra del giudizio della popolazione. In particolare i funzionari dei Ministeri della giustizia e degli affari esteri sono stati visibilmente contestati dai partecipanti al sit-in tenutosi a pochi metri dalle loro sedi. Il CLC e i suoi alleati rassicurano che se le autorità non risponderanno alle loro richieste, a gennaio verranno organizzate altre manifestazioni simili.

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